Ora la regina Elisabetta vende pure le copie dei suoi gioielli

La regina Elisabetta promuove una nuova iniziativa per risanare il suo bilancio, mentre la personal trainer di Lady Diana concede un'intervista esclusiva

Chissà perché le vicende dei reali appassionano una fetta così ampia di persone in tutto il mondo. Ci avranno “rovinato” le innocenti principesse dei cartoni Disney? Ma no. Si tratta di curiosità. Talvolta eccessiva, ma più spesso identificabile con una normale attrazione verso uno stile di vita distante dal nostro e un modo per evadere dalla realtà. Così ci ritroviamo a desiderare di indossare i gioielli della Corona (desiderio che potremo esaudire), oppure a chiederci quale segreto nasconda la fede della regina Elisabetta, come si allenasse Lady Diana, o ancora per quale motivo la tata dei figli di William e Kate debba aderire a regole bizzarre che ci lasciano perplessi. La curiosità alimenta il culto per le royal family. Finché saremo curiosi, finché i royal stimoleranno la nostra fantasia, i grandi casati continueranno a vivere.

Tutti potranno indossare i gioielli della Corona (e forse non è un bene)

La pandemia fa tremare le finanze della regina Elisabetta. Dopo l’autorizzazione alla vendita nei suoi negozi di souvenir di calzini e orsetti a prezzi discutibili, ora Sua Maestà dà un altro consenso sconcertante. Alcuni tra i più iconici gioielli della Corona potranno essere riprodotti e venduti sul Royal Collection Shop a un costo che, naturalmente, non ha nulla a che fare con quello degli originali. Tra i preziosi replicati non ci sono le tiare e nemmeno le corone. Il veto ha lo scopo di preservare il più possibile l’essenza della regalità. Tuttavia viene da chiedersi se questa, per paradosso, non sia messa in discussione, forse perfino ridicolizzata, proprio dalla vendita delle repliche, fatte bene quanto vogliamo, ma pur sempre copie di oggetti troppo riconoscibili e, per questo, non facilmente indossabili. L’unicità dei gioielli della Corona frammentata, ridotta a oggetti fatti in serie. Tutto ciò non lascia presagire nulla di buono per il futuro.

La parola che la tata di baby George non può assolutamente dire

C’è una parola che la tata di George, Charlotte e Louis non può dire neanche sotto tortura ai suoi protetti. Penserete a chissà quale termine scandaloso. Macché. La tata Maria Teresa Turrion Borrallo non può pronunciare la parola “bambini” (“kids” in inglese), ma deve riferirsi ai principini chiamandoli sempre per nome. Il trionfo della formalità. Non sarà troppo? In effetti la Borrallo somiglia più a un generale di Otto von Bismarck che a Mary Poppins. All’occorrenza, per difendere i pargoli reali, la super tata può trasformarsi in un mix tra Jackie Chan e Steven Seagal, con un pizzico di Jean Claude Van Damme, usando le arti marziali che ha appreso durante l’addestramento, o guidando in situazioni di pericolo. Messaggio per i malintenzionati: vi conviene stare alla larga.

Il mistero irrisolto della fede di Sua Maestà

Nella royal family c’è un mistero irrisolto dal 20 novembre 1947, giorno del matrimonio della regina Elisabetta. Il principe Filippo fece incidere nella fede nuziale un messaggio per sua moglie. No, non si tratta del nome dello sposo con la data di nozze. Troppo facile. Sarebbe, invece, una frase segreta su cui non è mai trapelata alcuna indiscrezione e che nessuno conosce a eccezione, naturalmente, di Lilibet, Filippo e dell’orafo a cui venne commissionato il lavoro. Sua Maestà, poi, non toglie mai la fede dal dito, dunque non è possibile nemmeno buttare l’occhio mezzo secondo per tentare di intuire qualcosa. Tutto ciò che noi comuni mortali conosciamo di quell’anello è il materiale, cioè l’oro gallese. Di più, forse, non sapremo mai.

Il duro allenamento di Lady Diana

Jenni Rivett è stata la personal trainer di Lady Diana per 7 anni. In questi giorni, per la prima volta, ha rilasciato un’intervista in cui racconta il rapporto di Diana con il suo corpo. Secondo l’istruttrice la principessa amava praticare la ginnastica per alleviare l’ansia e i suoi disturbi alimentari. Il fitness divenne una valvola di sfogo, un modo per prepararsi ad affrontare i problemi, liberando la mente. La principessa preferiva l’aerobica e l’allenamento cardio. Jenni le insegnò anche a pattinare. Inoltre il fatto che l’istruttrice non conoscesse il protocollo non fu mai un problema per Diana, al contrario. Non fece neppure notare a Jenni che avrebbe dovuto inchinarsi quando si salutavano. La principessa trovava negli allenamenti la spontaneità che cercava dalla vita e la chiave con cui chiudere fuori il mondo, almeno per un po’.

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