"Ho preso ad ombrellate un uomo per difendere il mio amico"

La "contessa del popolo" Patrizia De Blanck, protagonista di un fatto di cronaca: ha messo in fuga ad ombrellate un omofobo, che aveva attaccato verbalmente il suo amico perché vestito con colori accesi

Patrizia De Blanck: "Ho preso ad ombrellate un uomo per difendere un mio amico"

Estrema, generosa a volte irriverente tanti sono gli aggettivi che possono essere legati a Patrizia De Blanck la “contessa del popolo”, che nel bene e nel male fa sempre parlare di sé. L’ultimo episodio la vede come protagonista o forse paladina di un amico, Lorenzo Castelluccio, che ha difeso da un attacco verbale da parte di un omofobo. Lo ha fatto non rispondendo con le parole, ma prendendolo letteralmente ad ombrellate. Il fatto non deve stupire se si conosce la contessa, che da sempre non si fa passare la mosca sotto il naso quando si tratta di difendere qualcuno da un’ingiustizia. “Mi stavo recando al supermercato - racconta Patrizia - insieme al mio amico l’influenzare Lorenzo Castelluccio, quando un uomo sulla cinquantina ha cominciato a deridere il mio amico per come era vestito. Ha usato parole forti e chiaramente omofobe, la più gentile? ‘Ma come ti sei vestito frocio di me**a’”. A queste parole la contessa non ha esitato un secondo: “Mi sono voltata e gli ho sferrato un’ombrellai sulla schiena mandandolo a quel paese, anzi urlandogli proprio il mio proverbiale vaffa….”. A quel punto l’uomo che di spalle non l’aveva riconosciuta e che di certo non si aspettava una reazione del genere, se l’è data a gambe.

Sono stanca di questi omuncoli frustrati e repressi - si sfoga - che si permettono di giudicare e offendere una persona soltanto perché veste in modo colorato. È l’ora di farla finita perché i tempi e la società sono cambiati. Per questo motivo ho voluto rendere noto l’accaduto. Dopo la mia ombrellata quell’uomo è fuggito come una bambina terrorizzata dal lupo cattivo. Il classico vigliacco che prima lancia il sasso e poi, quando vede una reazione che non si aspettava da parte di una donna, scappa a gambe levate. Ringrazi il cielo che ho un problema all’anca altrimenti lo avrei inseguito per dargliene altre. Non è possibile che in Italia ancora oggi si possa essere giudicati e quindi scherniti e discriminati per il modo di vestirsi come accade spesso anche alle ragazze in minigonna e tacchi alti. Ma dove viviamo? Siamo in uno stato libero dove chiunque può vestirsi come vuole e non dovrebbe per questo preoccuparsi di essere schernito da qualcun altro. Episodi di intolleranza e di discriminazione sempre più frequenti. Sono in prima linea nella lotta contro tutte le discriminazioni. Non ne faccio una ragione politica perché non mi interessa, ma di principio e di diritto a potersi esprimere come uno vuole e a poter vivere la propria vita o la propria sessualità come meglio preferisce”.

Lorenzo, l'influencer di 19 anni protagonista del fatto, prende la parola e racconta ancora sconvolto. “Sono esterrefatto, ho sentito urlare offese alle mie spalle - dice - ma non pensavo fossero dirette a me per il fatto di essere vestito di rosso. Quando mi sono voltato sono stato preso alla sprovvista per l'odio che c'era nelle sue parole senza neanche conoscermi. Dovremmo avere tutti un’amica come Patrizia De Blanck o avere la sua prontezza di riflessi. Nel 2021, in Italia c’è ancora chi si scandalizza e si permette di offendere, discriminare, etichettare e fare violenza su qualcun altro soltanto perché vestito con abiti colorati, portatore di disabilità oppure, nel caso delle donne, perché indossano la minigonna o un vestito corto. Evitando ogni tipo di strumentalizzazione ideologica, il mio pensiero dovrebbe essere scontato ma, a quanto pare, non lo è. Tutti dovremmo restare allibiti di fronte ai gravissimi fatti di cronaca che riportano di giovani attaccati per il loro orientamento sessuale o perché disabili o colpevoli, come succede a molte ragazze, di essere vestite in modo considerato provocatorio”.

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