Piace l'autista indiano tra humour e vendetta

"Per i poveri c'è solo un modo per arrivare in alto: i crimini o la politica". È una delle sentenze pronunciate dal Balram Halwai, il protagonista de La Tigre Bianca

«Per i poveri c'è solo un modo per arrivare in alto: i crimini o la politica». È una delle sentenze pronunciate dal Balram Halwai, il protagonista de La Tigre Bianca, il film diretto da Ramin Bahrani e basato sul romanzo di Aravind Adiga, un best-seller che nel 2008 ha vinto il Booker Prize. Come definirlo? Un lungometraggio che racconta l'India meglio di tanti documentari, attraverso una storia epica che, grazie al suo umorismo nero, non si vergogna di svelare i «peccati» di una nazione, l'India, «che è due Paesi in uno: di luce e di tenebre». Con uno sguardo anche ottimista sul suo destino prossimo: «L'America è il passato. L'India e la Cina sono il futuro». Come? Con uomini d'affari che sappiano essere due in uno: «L'imprenditore indiano deve essere onesto e corrotto, cinico e credente, subdolo e sincero: tutto allo stesso tempo». Un Paese, insomma, che ha necessità di cambiare, ma che si radica in una tradizione che non sempre rispetta i diritti umani dei sottoposti. Come Balram (Adarsh Gourav), che appartiene alla casta povera e che finisce per lavorare, con uno stratagemma, come autista di una ricca famiglia. Il suo destino è apparentemente segnato, come per la stragrande maggioranza dei suoi pari. «La cosa più grande che questo Paese abbia creato, nella sua storia millenaria, è la stia per polli. Animali che vedono e sentono l'odore del sangue. Che sanno che toccherà anche a loro, eppure non si ribellano, non provano a scappare dalla stia. Qui, i servitori sono stati cresciuti per comportarsi così». Diventato il servo di Ashok (Rajkumar Rao) e Pinky (Priyanka Chopra), due ricchi signori da poco tornati dagli Stati Uniti, Balram apre gli occhi e capisce come tutto si basi su corruzione e spregiudicatezza. Lui pensa solo a svolgere bene il suo compito, pur umiliato dal padre e dal fratello del suo datore di lavoro, ma chi appartiene al basso lignaggio sa che funziona così. Nella giungla, però, qual è il più raro animale, quello che si mostra solo una volta a ogni generazione? La tigre bianca. E Balram, come quella tigre, sa che può riscattare un'esistenza segnata. Si sorride amaramente e si riflette. Non sempre prerogative del cinema moderno.

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