Proietti, la tv saluta il suo Maestro

Un vero tributo mediatico e popolare per il grande attore romano

Proietti, la tv saluta il suo Maestro

Il suo popolo non poteva essere fisicamente presente a rendergli omaggio a causa di questa maledetta epidemia. Ma, ugualmente, si è stretto attorno a lui per l'ultimo saluto. Grazie alla televisione. A Raiuno. Proietti è riuscito anche in questo: rendere le sue esequie un tributo che non sei era mai visto. Prima di tutto per l'amore e l'affetto dimostrato dai romani e da tutta Italia per «Er Sor Maestro», come lo ha chiamato Walter Veltroni al termine della cerimonia al Globe Theatre. Ma anche perché il raccoglimento virtuale ha reso unico l'evento.

Di funerali di artisti ne sono stati celebrati tanti in tv - quelli di Frizzi o di Sordi furono incredibilmente commoventi - ma riuscire a rendere caloroso un addio a distanza, senza bagno di folla, solo amici, vip e parenti, con le mascherine, è molto più difficile. Ci ha provato il primo canale unendo le forze di UnoMattina e Tg1 con una lunghissima diretta durata fino all'una e mezza. E, al netto delle sbavature, delle frasi di circostanza, di alcuni interventi insignificanti, della ripetizione dei ricordi (tutti elementi difficili da evitare in queste circostanze), gli spettatori hanno potuto vivere tutta la cerimonia dedicata all'attore, all'amato Maresciallo Rocca che tante volte hanno guardato in tv. E hanno simbolicamente percorso con lui (grazie alle telecamere montate sulle moto che seguivano l'auto con il feretro) l'ultimo viaggio nella sua amata Roma, tra le vie, le piazze, Villa Borghese, fermandosi nel teatro da lui fondato, e arrivando dentro la Chiesa degli Artisti per assistere alla cerimonia funebre. E, nel contempo, rivedendo spezzoni celebri del suo repertorio con lo schermo banalmente ma efficacemente diviso in due: da un lato le parole commoventi di chi lo ricordava, dall'altro lui ancora a recitare, a raccontare, a interpretare.

Un tributo di alto livello, un momento storico. Che va ad aggiungersi, nell'immaginario collettivo televisivo cui ci ha costretto il Covid, alla benedizione Urbi et Orbi di Papa Francesco da solo sul sagrato di San Pietro con la piazza buia e vuota sferzata dalla pioggia o la fila dei camion militari che portano via le bare da Bergamo.