Sanremo, Lega ancora all'attacco di Junior Cally: "È un'offesa al nostro Paese"

Continua l'offensiva politica contro Junior Cally a Sanremo: la Lega in una nuova nota esprime ancora il suo dissenso, considerandolo un esempio negativo opposto a quello positivo di Miss Italia

Red carpet Sanremo 2020

Al teatro Ariston fervono i preparativi per la prima serata del festival di Sanremo ma a poche ore dal via non si placano le polemiche. Amadeus, il direttivo Rai e l'intera macchina di Sanremo ha fatto quadrato per difendersi dalle molte accuse che sono piovute addosso al Festival. Dalla presenza di Rula Jebreal, passando per le frasi infelici del conduttore in conferenza stampa, i compensi e la presenza di Junior Cally, non sono mancate le polemiche nel pre Festival. Se tutte sono presto rientrate, non senza fare rumore, l'ultima continua a tenere banco anche in ambito politico. Questo pomeriggio, Morgan ha esagerato in una parodia di Junior Cally con Caterina Balivo, costretta a chiudere il collegamento. Poche ore fa è arrivato un altro comunicato da parte dei senatori in forza Lega in vigilanza Rai. La presenza del rapper continua a non essere gradita, nonostante le rassicurazioni del conduttore e direttore artistico e dei dirigenti dell'azienda pubblica, che hanno garantito per i contenuti del brano in gara.

Tuttavia, la sola presenza di Junior Cally sul palco dell'Ariston sarebbe una grave mancanza di rispetto secondo molte persone che hanno firmato una petizione chiedendone l'esclusione. Il passato non può essere dimenticato e accantonato in un angolo. Resta, non si può cancellare, e Junior Cally avrebbe dovuto prevedere il coro di indignazione. Allo stesso modo, in molti avrebbero gradito che prima di accettare sul palco del festival della canzone italiana nazional popolare per eccellenza un cantante così provocatorio e borderline, si fossero fatti dei controlli sui brani del passato.

Così non è stato ed ecco che si è creato un cortocircuito che continua ad alimentarsi anche a pochissime ore dal via. Mentre il pubblico del teatro Ariston è già seduto sulle comode poltrone in attesa dell'inizio dello spettacolo, dalla vigilanza Rai arriva un nuovo comunicato. "La presenza al festival di Sanremo del rapper Cally, cantante che nei suoi testi inneggia alla violenza sulle donne, è un'offesa al nostro Paese e all'universo femminile", esordiscono Giorgio Maria Bergesio, Simona Pergreffi e Umberto Fusco nella loro nota diramata in queste ore.

"Le canzoni promosse dal servizio televisivo pubblico dovrebbero fornire un contributo alla costruzione di modelli culturali adeguati al nostro sistema sociale e non incoraggiare all'odio e all'aggressività", continua la nota, che vuole mettere l'accento anche sulla discrasia di valori che viene promossa lodevolmente da Amadeus e i contenuti dei brani di uno dei cantanti in gara. I senatori si sentono di mettere come contraltare a Junior Cally quello che per loro è un esempio pulito e meritevole di attenzioni del nostro Paese: "Contro un simbolo della deriva culturale contemporanea come Cally, noi della Lega promuoviamo i valori della nostra identità nazionale, come quelli incarnati da Carolina Stramare, Miss Italia in carica, ligure, espressione del legame con la sua regione, emblema della bellezza e del talento femminile riconosciuto in tutto il mondo." Scegliere Carolina Stramare tra le 10 donne del Festival non sarebbe stata una cattiva idea, anche alla luce dei suoi natali genovesi.

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