Junior Cally, la Rai risponde alla vigilanza: "Ma questa non è opinione di Foa"

Dopo il quesito in vigilanza sulla presenza di Junior Cally a Sanremo, la Rai ha risposto rigettando la richiesta di espulsione ma il pensiero non è condiviso da Foa e da parte del Cda

Red carpet Sanremo 2020
Red carpet Sanremo 2020

La seconda serata del festival di Sanremo targato Amadeus vedrà in gara gli altri 12 artisti dei complessivi 24 che si contendono il titolo di vincitore della 70esima edizione. Tra loro c'è anche Junior Cally, il trapper delle polemiche che ha indispettito più di qualcuno nei giorni che hanno preceduto il Festival.

Ci sono state petizioni, raccolte firme e appelli per chiederne l'esclusione. Molti esponenti politici si sono spesi per protestare contro la sua presenza sul palco per eccellenza della musica nazional popolare italiana. Anche Matteo Salvini ha chiesto che Junior Cally ma sono stati tantissimi i rappresentati politici bipartisan a seguire la scia del leader della Lega. A poche ore dall'esibizione di Junior Cally è arrivato il comunicato ufficiale dell'azienda, in risposta al quesito posto in vigilanza Rai. "Giova ricordare come sia complesso analizzare e giudicare l'attività artistica di un cantante secondo criteri che, se adottati, potrebbero portare all'esclusione di una parte della produzione artistica degli ultimi decenni", dice l'azienda respingendo, di fatto, qualunque addebito contro Junior Cally e la sua produzione musicale. Il testo inviato in vigilanza è stato redatto sulla base delle indicazioni ricevute dall'Amministratore Delegato ma "non rappresenta l'opinione del presidente Foa né la posizione dell'intero Consiglio di Amministrazione."

Nella nota, inoltre, si precisa come oneri e onori della scelta dei cantanti da portare in gara ricadano tutti sul direttore artistico del Festival, il quale ha il pieno controllo della linea editoriale. "Nello specifico, oggetto di contestazione a Junior Cally non è il brano musicale presentato al Festival della Canzone ("No Grazie") bensì un brano uscito nel 2018 dal titolo 'Si chiama Gioia'", prosegue il comunicato della Rai. Qui si specifica che il regolamento aziendale vieta agli artisti di rendere dichiarazioni contrarie all'etica della Rai solo durante la manifestazione. Anche appellandosi a questo, Junior Cally secondo l'azienda è inattacabile: "Anche questa regola non è invocabile nel caso di specie in quanto, in primo luogo, la porzione del brano incriminato non è stata ribadita dall'artista nei tempi recenti ma, al contrario, quest'ultimo ha rilasciato dichiarazioni che ne hanno circoscritto la portata."

Nella nota Rai quasi si giustifica il linguaggio di Junior Cally: "È uno degli esponenti del genere più conosciuto soprattutto tra i giovanissimi, è un rapper nato nei sobborghi di Roma, che ha fatto un percorso di vita indubbiamente non facile e ha utilizzato il linguaggio proprio di questo genere per ricostruire nelle sue canzoni precedenti un quadro comune a tante periferie del mondo. Una gioventù esasperata e violenta perché cresciuta in situazioni estreme." In un passaggio successivo si pone l'accento sul fatto che Junior Cally si sarebbe dissociato chiaramente da certi estremismi. Tuttavia, solo pochi giorni fa il cantante ha rilasciato dichiarazioni diverse. "Non rinnego quello che ho scritto e non chiedo scusa, perché quello che ho scritto esiste", ha detto al Corriere della Sera a poche ore da Sanremo.

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