Sanremo, sul palco il coraggio e la forza di Paolo Palumbo, cantante malato di SLA

Coraggio e grande forza per Paolo Palumbo, escluso dalle proposte di Sanremo Giovani e invitato come ospite per parlare della sua malattia e trasmettere un messaggio di forza

Sanremo, sul palco il coraggio e la forza di Paolo Palumbo, cantante malato di SLA

Quello del festival di Sanremo è un palco importante, con una grande risonanza sull'opinione pubblica. È un evento nazional popolare che raccoglie davanti alla tv un pubblico trasversale. È il programma più inclusivo della tradizione italiana e anche per questo permette di trasmettere messaggi importanti, forti e di grande importanza sociale. Nella seconda puntata del Festival c'è stato spazio sul palco dell'Ariston per Paolo Palumbo, 22enne di Oristano al quale 4 anni fa è stata diagnosticata la SLA.

Il giovane si è presentato alle selezioni per Sanremo Giovani ma la sua proposta non è stata approvata dal direttore artistico, che ha però deciso di volerlo ugualmente sul palco dell'Ariston per omaggiarne la forza e il coraggio. Su quel palco, quindi, Paolo Palumbo è comunque salito in qualità di ospite d'onore della seconda serata per eseguire il brano che gli aveva comunque permesso di entrare nella rosa dei 65 prefinalisti. La malattia di Paolo è già in fase avanzata, pertanto il ragazzo comunica con un sintetizzatore vocale guidato dal movimento dei suoi occhi. Ad accompagnarlo in questa avventura ha voluto un rapper, suo conterraneo, e il cantautore Andrea Curti che ha diretto l'orchestra. Immancabile, al suo fianco, il fratello, che da quando a Paolo è stata diagnosticata la malattia ha deciso di lasciare tutto per seguirlo e aiutarlo nella sua nuova vita e convivenza con questa gravissima patologia degenerativa.

Il brano Io sono Paolo è una canzone autobiografica, che racconta il percorso del ragazzo nei quattro anni di convivenza con la SLA. Paolo Palumbo ha scritto parole e musica di questa canzone, alla quale Kumalibre ha prestato solo la voce. "Se esiste una speranza ci voglio provare. Per volare mi bastano gli occhi, sono la montagna che va da Maometto, pur restando disteso sul letto", dice Paolo tra le strofe del brano, strappando molti applausi e qualche lacrima al pubblico in sala, che non ha potuto fare a meno di applaudire il coraggio e la determinazione del ragazzo. Essere su quel palco è stato un sogno realizzato per Paolo Palumbo, che all'Ariston ha portato una testimonianza di grande forza e di coraggio che va oltre i limiti imposti da una malattia che in breve tempo gli ha portato via la sua vita. Al termine del brano, Paolo ha voluto lanciare un messaggio personalmente utilizzando il suo sintetizzatore vocale, esortando tutti a usare al meglio il loro tempo, a non rimandare a un secondo momento quello che si può fare subito, perché il domani non si sa cosa potrebbe riservare.