Serie tv da recuperare: Alcatraz di JJ Abrams

Alcatraz è una serie tv del 2012, una perla firmata da J.J. Abrams in pieno stile Stephen King, con salti temporali, crimine, un pizzico di Steve McQueen e ovviamente un’isola misteriosa

Serie tv da recuperare: Alcatraz di JJ Abrams

Nel cimitero delle serie tv ce ne sono alcune che meritavano più tempo per raccontare la loro storia, ingiustamente cancellate prima di poter svelare tutti i loro misteri, tra queste troviamo sicuramente Alcatraz, serie tv del 2012 trasmessa in Italia da Premium e cancellata dalla Fox dopo solo 13 episodi.

Alcatraz ha come produttore esecutivo J.J. Abrams, guru delle serie tv fin dai tempi di Lost e più in generale uomo di fantascienza visto il suo curriculum da produttore e regista. Nel cast dei 13 episodi di Alcatraz troviamo nomi importanti sia tra i personaggi “fissi” che non. In ogni episodio c’è Sam Neil (Jurassic Park, Caccia a Ottobre Rosso) e Jorge Garcia cioè il famoso Hugo Reyes in Lost, ma anche Jason Butler Harner che di recente abbiamo visto in Ozark. Tra i personaggi non ricorrenti invece due sorprese, ai tempi molto meno famosi di ora: Mahershala Ali (House of Cards, Oscar per Moonlight e, il prossimo gennaio, protagonista di True Detective) e Rami Malek (Mr. Robot e recentemente Freddie Mercury in Bohemian Rhapsody) sono i protagonisti di due episodi. Insomma a livello di cast si poteva stare tranquilli, poi con alle spalle J.J. Abrams nessun dubbio sulla bontà del progetto.

Per quanto riguarda la trama di Alcatraz anche qui solo cose positive. Una serie tv in pieno stile Stephen King (impossibile non pensare a Il miglio verde), quasi un’anticipazione di quella collaborazione che ci sarà poi tra lo scrittore e J.J. Abrams con le serie 22.11.63 e Castle Rock. “Il 21 marzo 1963, a causa dei crescenti costi e del degrado delle sue strutture, Alcatraz chiuse i battenti e tutti i detenuti vennero trasferiti in altri istituti di pena. Questo secondo la versione ufficiale, non fu così in realtà” recita la sigla di ciascun episodio (curiosità: la sigla, come quella di Lost, Fringe e molte altre, è composta da Abrams stesso). I detenuti però non sono stati trasferiti, le guardie che si dice essere morte non sono decedute.

Dal primo episodio li vediamo ricomparire uno alla volta, con compiti ben precisi ed in piena salute, senza essere invecchiati e pronti a proseguire nei crimini per cui sono stati spediti ad Alcatraz. Ed è qui che subentra la task force dell’FBI di Emerson Hauser, cioè Sam Neil, che nel 1960 prestava servizio nel trasporto dei detenuti tra la terra ferma e l’isola di Alcatraz. Lui però è regolarmente invecchiato, portando con se anche tutto il suo charme. Ad affiancarlo nell’investigazioni c’è Rebecca Madsen, interpretata da Sarah Jones, con più di un richiamo al personaggio di Steve McQueen in Bullit, non solo per la città di San Francisco ma anche per l’iconica Mustang verde, il dolcevita e la fondina tipica del tenente Frank Bullit. Infine il Dr. Diego Soto, cioè Jorge Garcia, grande esperto di tutto ciò che è accaduto nella prigione di Alcatraz (e di fumetti), tanto da averci scritto un libro. Di conseguenza viene reclutato per individuare il prima possibile gli ex detenuti in base alle loro inclinazioni criminali.

Alcatraz è un police procedural che si basa però su di un disegno fantascientifico. Ogni episodio racconta la storia di un detenuto, alternando flashback di ciò che accadde nella prigione con quello che succede poi nel 2012. Crimine e fantascienza dosati bene, con un finale di stagione incredibile, un cliffhanger che apriva la strada ad almeno altre due stagioni. In più punti ricorda altri prodotti targati J.J. Abrams, come Lost e Fringe. Le inquadrature, le tematiche scifi, la colonna sonora curata da Michael Giacchino, rendono un mistero - in linea con la trama della serie - il basso share riscontrato e quindi la cancellazione degli episodi.

Insieme a Flash Forward, interrompere Alcatraz è sicuramente il secondo più grande errore mai stato fatto nel mondo delle serie tv. Ma i veri fan sotto sotto sognano ancora un ritorno, magari dopo anni, proprio come hanno fatto i detenuti di Alcatraz nella serie, speriamo solo di non dover aspettare come loro quasi 50 anni. Nell’auspicio di un seguito, (ri)vedere quest’unica stagione è assolutamente consigliato.

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