Sesso, bugie e tradimenti: Sex/Life è la serie "dello scandalo"

Un punto di vista sul sesso e sui rapporti di coppia. Ispirata a un romanzo di successo, Sex/Life è la serie di Netflix che sta macinando un consenso dopo l'altro

Sesso, bugie e tradimenti: Sex/Life è la serie "dello scandalo"

È passato un mese dal momento in cui Sex/Life ha fatto la sua prima apparizione su Netflix. La serie tv, che ha debuttato lo scorso 25 giugno, ad oggi non smette di imperversare in rete, arrivando in vetta alla classifica di gradimento da parte del pubblico. È al terzo posto in Italia, ma è prima anche in altri Paesi dove il servizio di Netflix è attivo, facendo intuire come Sex/Lile in pochissimo tempo sia diventato un vero e proprio fenomeno che macina un consenso dopo l’altro. Ma non è tutto oro quello che luccica. Gli 8 episodi che compongono la prima stagione della serie non sono di certo esenti da difetti. Anzi, tutta la narrazione è così raffazzonata che non si intuisce il perché di questo successo. Il motivo, però, è facile da identificare. Sex/Life è una serie tv che parla di sesso e che racconta i rapporti di coppia con un pizzico di perversione e tanto voyeurismo.

Una serie che miscela la soap-opera all’erotismo più puro, mostrando il sesso, il piacere e l’edonismo attraverso un racconto che non ha né capo né coda, trainato da scene spinte che imitato quelle di Cinquanta Sfumature di Grigio, Nero e Rosso. Inoltre, è una serie che mostra tutte le fragilità dell’animo femminile, e mette in mostra la figura di un uomo-oggetto, nato solo per arrecare piacere a una donna. Una serie tv da non perdere? Sicuramente c’è di meglio, eppure i numeri parlano chiaro. Sex/Life è il nuovo cult di Netflix.

Sesso, sesso e ancora sesso: di cosa parla la serie tv

Non è la classica storia d’amore a lieto fine quella che viene raccontata in Sex/Life. Qui si parla di amore, ma si parla anche di bugie, di tradimenti, di insoddisfazione e di scelte sbagliate. E Billie lo sa fin troppo bene. Sarah Shani, la celebre attrice americana che ha partecipato a serie come The L Word – in cui si è scambiata effusioni con un mucchio di donne – in Person of Interest e Fairy Legal, in Sex/Life è una donna che ha trovato la sua felicità nella relazione con Cooper (Mike Vogel). Lui è bello, è ricco e affettuoso. È l’uomo perfetto che ogni donna desidera. Billie, però, non è poi così tanto convinta della scelta che ha intrapreso.

Sobillata dai ricordi di una vita passata in cui trascorreva le serate tra un club e un altro quando abitava a New York, non riesce proprio a dimenticare uno dei suoi tanti ex. Billie affida a un diario tutte le passioni travolgenti che ha condiviso con Brad (Adam Demos). Lui è un produttore musicale dal fascino magnetico e che otto anni fa ha condiviso proprio con Billie una tormentata storia d’amore. Il passato, però, non si può dimenticare e, come un fulmine a ciel sereno, Brad torna nella vita di Billie sconvolgendo ancora di più le sue certezze.

Un diario (poco) segreto per raccontare le proprie fantasie

Sex/Life può avere anche una narrazione incisiva e accattivante, ma è la storia che non riesce a bucare lo schermo. Troppo scialba, troppo surreale e senza un briciolo di senso logico. È una serie tv che intrattiene ma spinge fin troppo il piede sull’acceleratore e regala una visione distorta dei rapporti di coppia e del sesso. Qui viene inteso come unico punto di congiunzione tra cuore, corpo e sentimenti. Convince però la scelta di raccontare i pensieri di Billie attraverso il suo stesso diario. Un diario che scrive nei momenti di solitudine e che, inavvertitamente, viene scoperto dal marito.

Scritto in prima persona e con un lessico forbito, la protagonista si mette a nudo e racconta al pubblico le sue stesse fantasie. Nulla di perverso e di erotico, è solo il resoconto (dettagliato) di una donna sola che guarda con nostalgia alla sua vita da single, e che quasi rimpiange il suo status di moglie e madre. Attraverso il diario, Billie ricorda una parentesi di vita che non riesce e non vuole dimenticare, facendo trasparire agli occhi del pubblico l’immagine di una donna in cerca solo di un piacere effimero e passeggero. Come se nella coppia contasse di più il sesso che il rispetto e l’amore reciproco.

Una storia fuori tempo massimo. L’uomo è un oggetto. La donna è una casalinga annoiata

Il messaggio di Sex/Life è schietto e sincero, e va ben oltre quelle scene di sesso così bollenti. La serie di Netflix ha la capacità di far cadere il mito della coppia modello. La storia di Billie mette in evidenza quanto il lieto fine sia impossibile da raggiungere e quanto la felicità sia solo un alito di vento. Si evince inoltre una caratterizzazione dell’uomo e della donna che non è affatto realistica. Si nota come la donna viene identificata solo come una persona che dedica il suo tempo alla casa, al marito e ai figli, annientando se stessa, il suo passato e anche la sua carriera lavorativa.

Allo stesso tempo si vede come l’uomo è ancora identificato nel maschio alpha della situazione. È sempre ricco e bello, capace di conquistare la donna con uno solo battito di ciglia, ma ridotto a un oggetto sessuale, nato per fare il suo compito da uomo. Quando, in realtà, nella famiglia e nei rapporti di coppia moderni, non ci sono più ruoli distinti. Sex/Life è come se volesse raccontare una storia audace ma fuori da ogni legame con la visione che oggi stiamo vivendo.

Prima della serie tv c’era il libro-scandalo di BB Easton

In America è stato un vero fenomeno editoriale. In Italia il romanzo da poco è presente negli store e sta facendo molto parlare di sé. Netflix nel raccontare questa folle storia sui sentimenti amorosi si è ispirata al libro di BB Easton, dal titolo 44 Chapters about 4 Men, in cui l’autrice (che ha scritto sotto pseudonimo) ha rivelato al pubblico (soprattutto alle lettrici donne) il suo punto di vista sul sesso e i rapporti di coppia. Alcuni magazine specializzati hanno rivelato che non si tratta di un racconto di pura fantasia. L’autrice avrebbe scritto il romanzo sotto falso nome proprio perché il diario rivela dettagli troppo intimi della sua vita privata.

Nel nostro Paese il romanzo è conosciuto con il titolo di Sex Diary ed è edito da Sperling & Kupfer. E, a voler essere sinceri, il libro ha una sua identità, ha un suo appeal nel rivelare le fantasie di Billie. Nonostante il testo sia forte e ancora più dettagliato della serie tv, colpisce per aver tratteggiato personaggi coerenti e per nulla artificiosi. Il romanzo, ancora una volta, vince sull’adattamento in tv.

Una storia vera ma vietata ai minori. Perché vedere la serie tv?

È la prima serie del colosso dello streaming che ha il bollino rosso e che è vietata ai minori di 18 anni, ma alla fin fine non è poi così scabrosa. Ci sono molte scene di nudo, i contenuti sono bollenti e il linguaggio è spinto, ma la regia non si spinge mai troppo oltre. Nonostante ciò, la serie ha le sue grandi pecche che vanificano lo sforzo produttivo. È da vedere perché intrattiene e fa sorridere per l’assurdità di alcune scene, ma piacerà solo a quel tipo di pubblico curioso in cerca di evasione e, soprattutto, è consigliato a chi divora tanti libri romance con una punta di erotismo. A parte questo, Sex/Life è una serie tv che presto sarà dimenticata.

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