"Weinstein non era con Asia...": una testimone 'inguaia' la Argento

Una testimone potrebbe riaprire il caso Weinstein con dichiarazioni inedite sulla famosa notte di Cannes, quando la Argento sarebbe stata stuprata dal produttore

"Weinstein non era con Asia...": una testimone 'inguaia' la Argento

Pare ci siano nuovi elementi nel caso Harvey Weinstein che potrebbero dare una nuova svolta e aprire a nuovi scenari finora non contemplati. A rivelarlo è Francesco Specchia su Libero, svelando l'esistenza di un "verbale di investigazioni difensive esperite art.321 nonies codice procedura penale (italiano)" e intervistando una testimone chiave. Attualmente, Harvey Weinsteinsi trova rinchiuso nel carcere di New York con un'accusa di stupro di secondo grado, che gli garantisce al momento 23 anni di carcere. Ma l'indiscrezione che circola con insistenza nei tribunali di New York e nella procura di Roma potrebbe cambiare tutto per il produttore Miramax e mettere in discussione la posizione di Asia Argento, dalle cui dichiarazioni è partito il movimento Me Too. Abbandonato anche dalla famiglia, ora Harvey Weinstein è un uomo solo ma può ancora agire su un fronte per "per rispristinare soltanto la verità, con la richiesta di un solo dollaro per risarcimento danni".

A riaprire il caso potrebbero essere le dichiarazioni di Anna Lola Pagnani, testimone giurata che ancora non è stata ascoltata per ragioni di opportunità, i cui racconti contraddicono quelli della grande accusatrice, Asia Argento. L'ex ballerina dei Momix, ora regista, spiega che Harvey Weinstein e Asia Argento non si sono conosciuti a Cannes nel '97 ma qualche mese prima a una festa a New York, alla quale aveva partecipato anche la Pagani. La donna spiega nello specifico la dinamica di quella serata, organizzata da Abel Ferrara per reperire fondi necessari alla realizzazione del film New Rose Hotel, del quale la Argento era protagonista. L'obiettivo di Abel Ferrara pare fosse quello di ottenere un finanziamento proprio da Harvey Weinstein. "Asia insistette in modo feroce per conoscerlo, diceva che glielo dovevano assolutamente presentare: disse che il padre le aveva parlato benissimo di Weinstein e che con Weinstein le attrici vincevano l'Oscar", ha dichiarato Anna Lola Pagani a Libero, ricostruendo la genesi dell'incontro tra l'attrice e il produttore.

In quell'occasione sarebbe nata la relazione tra la Argento e Harvey Weinstein, di cui la Pagani è sicura: "Me lo confermò mesi dopo lo stesso Abel Ferrara che si lamentava. Nell'ambiente si dice che la relazione proseguì per un po', ma io non ho avuto personale evidenza. Direi che Abel soffriva molto, soffriva fino a piangere perché Asia stava con lui e contemporaneamente l'aveva tradito con Dafoe e lo stesso Weinstein". I fatti di Cannes raccontati da Asia Argento sarebbero successivi nella dichiarazione di anna Lola Pagani: "Asia dice di essere stata invitata, nel maggio '97, a Cannes ad una festa delle Miramax che poi non ci sarebbe stata, di avere lì incontrato Harvey per la prima volta e di essere stata violentata. Invece la festa c'era eccome; e io mi ricordo lei, bella come il sole, entrare in un salottino prima della sala della festa ed avvicinarsi a me e ad Harvey". A un certo punto, la Pagani avrebbe lasciato la Argento e Harvey Weinstein da soli: "So per certo che non c'è stata alcuna violenza in stanza da Harvey".

La certezza di Anna Lola Pagani nel dichiarare che Harvey Weinstein non avrebbe violentato la Argento in quella stanza d'albergo è frutto di un'esperienza personale: "Non c'è stata alcuna violenza in stanza, perché quella notte, a letto con Harvey, c'ero io... La sera in cui Asia Argento dice di essere stata stuprata (con la lingua), io mi accompagnavo a Harvey con cui avevo una liaison. Facevo l'amante, nel rispetto del ruolo e in quello della di lui moglie e dei figli". La Pagani ci tiene a specificare di non aver mai girato un film con Harvey Weinstein e il giornalista le fa notare di non aver avuto un tempismo perfetto nel raccontare la sua verità: "Io queste cose le dissi subito, quando scoppiò lo scandalo, ma non mi diedero retta neppure le Iene. Asia ha un movimento politico molto forte che le sta dietro. Non me ne viene nulla a ripeterle".

Il quadro che Anna Lola Pagani, ormai fuori dall'ambiente cinematografico, fa di Harvey Weinstein è diverso da quello finora conosciuto: "Harvey è certamente un donnaiolo, i giudici dicono un predatore sessuale, ma da qui allo stupro ce ne passa. Lui non ha tempo di stuprare nessuno o di dire 'se non me la dai non lavori'. Ho visto io stessa carrettate di donne che sgomitavano per conoscerlo (anche se non l'ho mai visto con una minorenne). Poi magari lui ci prova presentandosi in stanza in accappatoio, ma se una non ci sta, lui si riveste e la accompagna fuori. Per me Weinstein è un assoluto gentleman". Di un'altra cosa la Pagani è sicura: "Se Harvey parlasse davvero farebbe cadere il mondo. Perlomeno è in galera ma ancora vivo. Epstein l'ha fatto ed è morto".

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