Simona Ventura: "Ritorno su Rai2 e poi vorrei parlare di calcio, magari sul web"

La conduttrice: "Mai pentita di essere andata a X Factor su Sky"

Simona Ventura: "Ritorno su Rai2 e poi vorrei parlare di calcio, magari sul web"

«Si vive una volta sola e qualcuno neanche una», dice Woody Allen. C'è chi invece di vite ne vive mille e tutte al massimo. Simona Ventura è uno di quei personaggi capaci di reinventarsi nella sostanza, anche in un'epoca fatta di forma. Tanti nuovi impegni, la tv, il web, la recente regia di A subito, il docufilm inedito sugli ultimi cento giorni di Pannella, dopo l'esperienza di Le 7 giornate di Bergamo, presentato lo scorso anno alla mostra di Venezia. Dei tempi fastosi di Quelli che il calcio e L'isola dei Famosi su Rai2 la Ventura ha un ricordo consapevole, ma non nostalgico, «era una tv che oggi non esiste più, ma continuo a sperimentare». Intercettata nell'ambito de «La terrazza della dolce vita», la rassegna di incontri (da lei organizzata insieme al compagno Giovanni Terzi) che ha appena richiamato al Grand Hotel di Rimini vip e intellettuali, la conduttrice fa il punto sul suo imminente futuro.

Alle porte la seconda stagione di «Citofonare Rai2». Come la vive?

«Quando Paola Perego mi ha chiamato l'anno scorso ho pensato fosse una sfida. Mi piaceva l'idea di provare a riportare pubblico verso una rete che aveva bisogno di nuova linfa. Dicevano che due donne non avrebbero mai potuto lavorare insieme, che avremmo litigato dopo un giorno. Invece abbiamo fatto trenta puntate in serenità. Siamo due professioniste e due amiche. Ci siamo dette, quando c'è qualcosa che non va, diciamocelo subito. Solo così i rapporti funzionano, sul lavoro e nella vita. Quest'anno puntiamo a fidelizzare il pubblico, implementando il numero di puntate».

Qualche novità?

«Tante. Arriva Valeria Graci e non solo. Il format intero sarà molto più al femminile. E' un programma che ci entusiasma, un grande lavoro di squadra. Nel contempo (Paola lo sa) non sto mai ferma».(ride - ndr)

Tipo?

«Sarei felice di una seconda stagione di Ultima fermata su Mediaset. Mi piace il suo focus, coppie che tirano fuori i propri problemi, ne discutono apertamente. Siamo cresciuti con la cultura di nascondere ciò che in famiglia non funziona, mettere la polvere sotto il tappeto. Invece parlarne depotenzia la violenza, è un programma con basi significative. E poi penso al web».

Ci racconti.

«Nel prossimo futuro vorrei concentrarmi sulla formazione di giovani talenti e su una materia che conosco da trent'anni anche come tifosa, il calcio. Ho un mare di aneddoti sui protagonisti del settore, che potrei diluire in pillole, tra passato e presente. Oggi ci sono diritti sportivi comprati totalmente e questo rende più difficile anche solo avvicinare un calciatore a bordo campo. Ma si possono trovare nuovi linguaggi, magari con una web tv, per raccontare uno sport che rimane per sua natura democratico e popolare».

Se pensa alla sua carriera, com'è cambiato il suo stile di conduzione?

«Sono stata rivoluzionaria all'epoca, ma oggi sono una persona diversa. Non mi sentirei più di condurre con il dito puntato in camera. Ma sono sempre io, quella divertente, dissacrante, e soprattutto libera. Una libertà che ho sempre pagato senza sconti. Questo mi ha reso attrice della mia vita, non vittima. Come quando ho lasciato la Rai nel momento per me di più grande successo».

Perché l'ha fatto?

«Avevo soldi, una popolarità alle stelle, ma il vero motivo è che ero estremamente infelice quando tornavo a casa, non avevo abbastanza tempo per i miei figli. Vedere che oggi stanno trovando la loro strada mi dà una serenità che non mi avrebbe mai dato un successo televisivo in più».

Perché si sentiva infelice?

«Mi sentivo sola, non c'era nessuno vicino a me la sera, con cui potessi parlare. I miei figli stavano diventando adolescenti, ma era difficile seguirli È stata una scelta consapevole quella di andare a Sky, con X Factor. E non me ne sono mai pentita».

C'è chi dice che in un mondo giusto la Perego dovrebbe tornare a condurre «La Talpa» e la Ventura «L'Isola dei Famosi».

«La Talpa è qualcosa che appartiene a Paola. Però il conduttore è parte integrante del programma, è fondamentale, basta guardare come Signorini ha rivoluzionato il Grande Fratello. Sul resto non saprei, anche perché non ritengo giusto che Alessia Marcuzzi prima e Ilary Blasi poi debbano sentire sempre il solito ritornello. Ognuno fa la propria corsa».

La Blasi in questo periodo ha già i propri problemi...

«Ho espresso anche in passato pubblicamente la mia vicinanza a Ilary e Francesco. Le separazioni sono sempre molto dolorose, soprattutto se pubbliche. Ricordo la mia, anche se all'epoca per fortuna i social non c'erano, era il 2004. Mi buttavo sul lavoro, andavo in onda con l'Isola tutte le domeniche, ma una volta spente le telecamere dovevo difendere me e la mia famiglia da ciò che leggevo sui giornali. Ricordo che persi un sacco di chili nel non rispondere alle provocazioni. Ma ce l'ho fatta. Tutto passa e dopo si può diventare anche amici. Il primo momento è il più difficile, poi diventa importante ricordare il buono del percorso fatto insieme».

Lei ha sofferto molto per amore. Perché desidera tanto risposarsi?

«Perché sento che io e Giovanni ci amiamo, ci supportiamo, ci facciamo compagnia, collaboriamo anche molto bene insieme. Quando ci siamo incontrati eravamo entrambi delusi dalla vita, completamente disillusi, se non fosse arrivato lui sarei rimasta da sola. Ma ora sento di volerci riprovare. Ci risposeremo nel 2023 e vorremmo fare una grande festa. Che sia la volta buona?».

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