La sorpresa "Extraliscio, punk da balera". Romagna mia rinasce nel mondo d'oggi

La regista mescola atmosfere della propria terra a ricordi. Con grazia e ritmo

Al festival, nella sezione parallela delle Giornate degli Autori, è arrivata Elisabetta Sgarbi e con lei finalmente una ventata di vivacità. Lasciando da parte il fratello Vittorio che, prima di entrare in sala, ha avuto un diverbio sull'uso della mascherina con il responsabile della prevenzione e sicurezza e poi è stato anche «sgridato» dalla sorella perché «sempre col telefono acceso s'è perso delle sequenze in cui ci sono le nostre origini», ecco che, prima di iniziare la proiezione di Extraliscio-Punk Da Balera (in uscita in sala in autunno con IWonder) il gruppo del titolo intona dal vivo Romagna mia.

Il pubblico è stato così già catapultato dentro un film che racconta da dove vengono e dove vanno gli Extraliscio, grazie all'accompagnamento dei testi scritti e letti dallo scrittore e poeta Ermanno Cavazzoni: «Tutto nasce da lui che sono orgogliosa di pubblicare spiega la regista anche editrice con La Nave di Teseo mi ha fatto conoscere gli Extraliscio con i quali è scoccata una scintilla viscerale di passione e emozione». Il gruppo affonda le radici nella tradizione della musica folcloristica romagnola, «terrosa ma pura», poi nota come liscio grazie a esperienze fondamentali come quella di Secondo Casadei. Gli Extraliscio, «benedetti» da Riccarda Casadei (figlia di Secondo) e formati da Mirco Mariani, Moreno il Biondo e Mauro Ferrara («L'Alain Delon della Romagna»), proiettano questa tradizione nel futuro, tra rock, pop, musica elettronica e punk, come dimostrano gli interventi in voce e in musica di artisti eterogenei ma tutti accomunati da una grande passione per la musica popolare: Jovanotti, Lodo Guenzi, Orietta Berti, Elio, Vasco Brondi.

Elisabetta Sgarbi riesce a fondere tutto questo nel suo film che ha già ottenuto il Premio Siae per la sua figura di artista «cangiante e sorprendente nel panorama culturale italiano», riconsegnando le atmosfere della sua terra d'origine, il ferrarese, senza tralasciare gli amori di gioventù: «Da adolescente sognavo di diventare una cantante rock ma non ce l'ho fatta. Nel progetto di Mirco Mariani ho rivisto me stessa, nel film c'è tutto il mio mondo molto autobiografico». Con una dedica finale commovente: «A mia madre Rina che ha tanto ballato».

«Con mio fratello rivela Elisabetta Sgarbi c'è un rapporto di grande amore ma siamo molto diversi e mi ha subito detto che dovevo scrivere a nostra madre che ha fatto molto ballare, in effetti lei era un portento, ha fatto innamorare mio padre ma anche Pupi Avati che ora sta girando un film su di loro».

Curioso il rapporto tra i due, con Vittorio Sgarbi che ci ha confidato: «Io ogni domenica, come sapete, scrivo un articolo d'arte sul Giornale e lei che si dice religiosa va al cimitero a leggerlo a nostra madre». All'uscita della proiezione, l'inventiva Sgarbi, che si firma come produttrice Betty Wrong («La Elisabetta sbagliata che a me piace tanto», dice di sé), ha fatto sorvolare il Palazzo del cinema del Lido da un piccolo velivolo giallo con dietro, svolazzante, il titolo del film come si faceva un tempo sulle spiagge anche della Romagna «nostra». PArm

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