"Tale e Quale Show", sorpresa Carmen Russo: "Mi metto in gioco sin dai tempi di Drive In"

La soubrette in gara nel programma di Carlo Conti: "Mai fatto nulla del genere"

«Nella vita non bisogna mai fermarsi: c'è sempre qualcosa da fare». E lei non è davvero tipo da starsene con le mani in mano. Ventisei film dimostrano, se non altro, che Carmen Russo è una che non molla. Non saranno stati tutti capolavori; ma se è partita dal sexy all'amatriciana anni 70 di Paulo Roberto Cotechiño centravanti di sfondamento, poi la futura, esplosiva regina del Drive In di Mediaset era arrivata a Fellini e alla La città delle donne. E ora, dopo quarant'anni come soubrette e ballerina, eccola inedita cantante-imitatrice nel Tale e Quale Show in partenza da domani (con norme anti-covid) su Raiuno. «Ho sempre avuto un solo desiderio: fare spettacolo racconta oggi, in tailleur-pantalone verde mela dai revers arancio -. Agli inizi ero attrice: con Walter Chiari in teatro, con Paolo Villaggio al cinema. Poi mi sono innamorata del cabaret: e per i miei spettacoli al Bagaglino accanto a Oreste Lionello avevo bisogno di un coreografo. Chiesi quello della Carrà: Enzo Paolo Turchi. Così ho conosciuto l'amore della mia vita. E ho cambiato vita, diventando ballerina».

Lo show canterino di Carlo Conti non provocherà cambiamenti altrettanto epocali, ma è certo un bell'impegno: «Mai fatto niente del genere in vita mia. Però sono una cui piace mettersi in gioco. Sì: per canticchiare canticchio. Malgioglio aveva pure scritto qualcosa per me al tempo di Risatissima in tv, che poi riprendevo nelle feste di piazza Solo che Tale e Quale non è una sagra di paese». Si ferma, ci pensa su, e: «Ma non è neppure Sanremo, se è per questo». Insomma: come sempre Carmen Russo si butta. «L'ho fatto nella prima edizione dell'Isola dei Famosi, quando quella lì era ancora un'avventura vera, in mezzo alla natura tropicale. L'ho rifatto nell'Isola dei Famosi spagnola, che ho pure vinto. E l'ho rifatto ancora per la mia terza Isola, quella dei reduci. E volete che mi tiri indietro davanti ad un normale palcoscenico, per quanto impegnativo?». Del periodo d'oro che la lanciò, quando con le curve da «signorina grandi firme» («Che non a caso avevo interpretato poco prima per Raitre») folgorò il pubblico maschile nel Drive In di Antonio Ricci, ha solo buoni ricordi: «Era una sorpresa continua: ogni puntata imparavamo qualcosa. E poi fu lo show che dettò lo stile Mediaset nell'intrattenimento: ritmi serrati, sketch telegrafici, belle ragazze generosamente scollate: certo. Che si trascinavano dietro anche fan troppo focosi? «Sicuro. Ma io ho imparato presto, a difendermi dagli importuni. Bastava non dare loro corda. E poi faceva anche parte del mio personaggio di allora, avere ammiratori deliranti. Era quanto la gente si aspettava da me».

Oggi , considerato che (sempre splendida) è ormai una signora, ne ha di più tranquilli: «Sono sempre stata benissimo con la mia età, a qualsiasi età. E gli anni che passano? Alza le spalle: «Non vivo del passato e neppure del futuro. Mi adeguo al presente. E se vivi bene il presente ti prepari per il domani».

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