Valerio Scanu scambiato per Marco Carta: un utente lo accusa di furto

L'equivoco ha provocato la reazione del cantante che ha risposto a tono, ma senza diventare volgare, nonostante la pesante e ingiustificata accusa di "furto"

Essere un fisionomista aiuta a evitare spesso terribili figuracce, ma purtroppo le persone dotate di questa particolare memoria visiva sono davvero poche. Tra questi senza dubbio non c’è l’utente che ha attaccato ingiustamente Valerio Scanu: il cantante è diventato il protagonista di un episodio, degno della commedia degli equivoci latina.

Sotto una foto di Instagram che lo ritraeva con il suo cagnolino in spiaggia, un follower molto arrabbiato lo ha accusato di un ipotetico furto alla Rinascente. Come è facile immaginare, Valerio Scanu è stato confuso con un altro cantante sardo, Marco Carta, realmente fermato pochi mesi fa per aver rubato dal negozio milanese delle magliette. Attualmente le accuse di furto sarebbero cadute: la colpa è stata attribuita all’amica del cantante, che aveva la refurtiva nella borsa. Ma come la spada di Damocle, pende ancora sulla testa di Marco Carta l’accusa di furto aggravato in concorso e un processo che si terrà dopo l’estate.

Resosi immediatamente conto dell’equivoco, Valerio Scanu ha subito risposto ironicamente: “Che roba usi? Fattela tagliare meglio…”. Ma nemmeno questo commento ha allarmato l’utente, che imperterrito ha continuato la sua battaglia contro i mulini a vento, aggiungendo: “La giustizia non è uguale per tutti”.

Allora Valerio Scanu ha fatto intervenire i suoi fan che prontamente lo hanno difeso, mettendo in luce l’equivoco. Ma invece di scusarsi, il ragazzo si è giustificato dicendo che “sono compagni di merende”, alludendo al fatto che fosse “normale” confonderli, perché entrambi cantanti e sardi.

Il detto “dimmi con chi vai, e ti dirò chi sei” non è valido per la giurisprudenza, e sicuramente il giovanotto ha accusato con troppa superficialità una persona innocente. “È la conseguenza della legge Basaglia”, ha concluso Valerio Scanu.

Purtroppo dietro lo schermo sono tutti leoni da tastiera, giustizieri e accecati dalla rabbia. Tutto questo nulla a che fare con la chiusura dei manicomi e lo sviluppo della psicoanalisi, un segno di civiltà ed evoluzione, di cui andare fieri.

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