"Vedo la gente morta": torna in tv Il sesto senso

Il sesto senso è il film con Bruce Willis che è diventato un vero e proprio cult del genere horror e che a distanza di anni non ha smesso di affascinare il pubblico

"Vedo la gente morta": torna in tv Il sesto senso

Il sesto senso - che andrà in onda questa sera su Iris alle 00.23 - è senza dubbio uno dei film più famosi dell'intera filmografia del regista M. Night Shyamalan. Apprezzato dal pubblico e acclamato dalla critica, il film ha fatto incetta di nomination ai premi Oscar e l'American Film Institute lo ha inserito nella lista dei 100 migliori film americani di tutti i tempi. Non sorprende, dunque, che Il sesto senso abbia finito con l'essere considerato non solo una pietra miliare del genere horror, ma anche un vero e proprio cult nella storia del cinema.

Il sesto senso, la trama

Il dottor Malcolm Crowe (Bruce Willis) è uno psicologo infantile che ha dedicato al proprio lavoro una parte così ampia della sua vita da venire premiato proprio per le sue capacità. Dopo la festa in suo onore, però, Malcolm fa una terribile scoperta. Un bambino da lui seguito in passato e ora diventato adulto si è introdotto in casa sua. Vittima ancora di allucinazioni e disturbi, l'uomo spara a Malcolm, colpendolo allo stomaco, prima di togliersi la vita. Otto mesi più tardi Malcolm sembra un altro uomo: non è più il professionista sicuro di sé e anche il suo matrimonio con Anna (Olivia Williams) sembra essere ormai distrutto.

L'uomo, però, si interessa a un bambino problematico, Cole (Haley Joel Osment), che sembra essere terrorizzato da qualcosa di cui non vuole parlare e che non sembra capace di affrontare. Questo tipo di atteggiamento, insieme a un numero sempre maggiori di fatti strani che avvengono intorno al bambino, preoccupano anche la madre di Cole (Toni Collette). Per Malcolm, dunque, la sfida sarà prima di tutto quella di ottenere la fiducia del bambino e, successivamente, capire a cosa sia dovuto il suo disturbo. Ma le risposte che pian piano emergono colgono Malcolm sempre più impreparato.

Ecco perché il film è diventato un cult

M. Night Shyamalan aveva solo 28 anni quando scrisse e diresse il film che avrebbe in qualche modo identificato la sua carriera. Con Il sesto senso, infatti, il regista gettò uno standard, un modo di intendere il cinema che lo trasformò nel "re dei colpi di scena". Nei film immediatamente successivi - come Unbreakable e The village - M. Night Shyamalan rimase in qualche modo "imprigionato" non solo nel tentativo di replicare l'enorme successo de Il sesto senso, ma anche di ricalcare la struttura volta a sconvolgere il pubblico, a dargli quel colpo di scena inaspettato che, tuttavia, a lungo andare non funziona più molto, perché lo spettatore si è abituato ad aspettarsi esattamente l'inaspettato. E questo è il primo motivo per cui, al contrario, Il sesto senso è riuscito a diventare un cult.

Nel 1999 il pubblico cinematografico non era così assuefatto ai colpi di scena a ogni costo. Perciò la struttura della pellicola colse davvero impreparati coloro che avevano pagato il biglietto. La costruzione del film, che si basa sulla tensione della curiosità del pubblico che vuole scoprire quale sia il problema di base di Cole, cresce minuto dopo minuto, aggiungendo inquietanti dettagli che seppur non mostrano quasi mai nulla di veramente spaventoso lasciano addosso una sensazione concreta di malessere, di ansia e paura. Tutto questo, unito alla sceneggiatura che mira a ribaltare tutti gli elementi in gioco, ha cooperato a rendere il film un vero e proprio caso nell'industria cinematografica.

Un altro aspetto a favore de Il sesto senso è il fatto che M. Night Shyamalan abbia realizzato un film che si discosta dalla classica struttura degli horror. Il film, infatti, non ha molti momenti definiti jump scare, ossia quei momenti pensati proprio per far saltare lo spettatore sulla poltrona, spaventandolo al punto da fargli avere un sussulto. Il sesto senso, al contrario, si concentra su un tipo di narrazione più "elegante", che passa non per lo spavento a tutti i costi, ma attraverso la costruzione emotiva dei personaggi e della loro relazione. M. Night Shyamalan è inoltre molto abile nel creare dei legami e degli intrecci tra i personaggi che possono essere letti in modo ambiguo e che trovano la loro spiegazione solo una volta che viene svelato il colpo di scena finale. Questo fa sì che la pellicola abbia senso con due chiavi di lettura: quella più normale e quella invece legata al soprannaturale.

Infine ha aiutato anche avere, all'interno della sceneggiatura, un momento già profondamente iconico, che ha aiutato gli spettatori a rendere Il sesto senso un prodotto dell'immaginario collettivo, per cui tutti sanno di cosa si sta parlando quando viene citata la famosa frase: "Vedo la gente morta". Una battuta che è difficile da dimenticare e che insieme riesce da sola a raccontare il film, ma anche a palesare il talento del regista che, proprio in questa scena, gioca con lo spettatore, dandogli un indizio che egli potrà cogliere solo alla fine del film, quando sa già ormai la verità. Quando Cole pronuncia la famosa battuta, il regista insiste con dei primi piani dei protagonisti e aggiunge un lento movimento in avanti della macchina da presa che guida chi guarda allo svelamento del mistero che, a sua volta, ha cooperato a rendere Il sesto senso il grande successo che è stato.

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