Veltroni, dal Campidoglio al Campiello

Non solo autore, regista, opinionista "ma anche" presidente di Giuria

Veltroni, dal Campidoglio al Campiello

Negli scorsi giorni è girata voce, così categoricamente smentita da sembrare una conferma, che il prossimo direttore editoriale del Corriere della sera sarà Walter Veltroni. Lo stesso Veltroni che è oggi editorialista dello stesso giornale, e occasionalmente della Gazzetta dello sport, e a settimane alterne opinionista su La7, e all'occorrenza autore di Solferino. Tout se tient nell'universo Cairo. Ieri poi è arrivata la notizia, rafforzata da complimenti e congratulazioni online, che Walter Veltroni sarà il Presidente della Giuria dei Letterati del prossimo Premio Campiello: guiderà il Politburo di critici che selezionerà la cinquina finalista dell'edizione 2021 cui parteciperanno molti suoi colleghi giornalisti, romanzieri, giallisti, magistrati scrittori, politici scrittori, scrittori politicizzati... Tout se tient anche nei salotti culturali. Dal Campidoglio al Campiello.

Parlando di romanzi e di poltrone, l'immaginazione - come la cupidigia - è uno stomaco che non si riempie mai. La fantasia al potere, e le poltrone una in fila all'altra.

Sul Walter Veltroni politico, chi scrive, non avendo competenze in materia, si astiene dal giudizio. Ma sul Veltroni uomo di cultura - frequentandola per lavoro - chapeau! Che significa: mai visto così tanti editori, produttori, critici, conduttori, confindustriali inchinarsi al passaggio di qualcuno.

Mentre nel tempo libero dagli impegni intellettuali si prepara alla corsa per il Quirinale, Walter Veltroni - uomo che ha fatto del «ma-anchismo» una filosofia di vita: uomo della politica ma anche della cultura - è contemporaneamente scrittore, editorialista, commentatore, romanziere, saggista, regista, documentarista, persino telecronista.

Solo nel 2020 ha pubblicato: un saggio, Labirinto italiano. Viaggio nella memoria di un Paese (Solferino); un pamphlet: Odiare l'odio (Rizzoli); un docufilm: Fabrizio De Andrè & PFM; un giallo: Buonvino e il caso del bambino scomparso (Marsilio) e a gennaio 2021 è già in uscita una biografia: Tana libera tutti. Sami Modiano, il bambino che tornò da Auschwitz (Feltrinelli). (Veltroni ha più editori che lettori, ndr).

Da quando era ministro per i Beni culturali Walter Veltroni - ma come si fa a diventare come lui?! - ha imparato a tutelarli, valorizzarli e moltiplicarli. E ora non c'è giornale, televisione, festival, casa editrice o cinematografica, premio, museo, fondazione in cui non spunti il suo nome. Troppo bravo.

Primus inter pares - gli altri sono la Melandri, Rutelli, Bray... - del Comitato centrale del Pcus, «Partito Culturale dell'Unione delle Sinistre», Veltroni è l'Octopus delle cariche pubbliche, un'azienda privata di poltrone di lusso, l'intellettuale - gramscianamente granitico - più organico, a se stesso, nella storia della Repubblica. L'egemonia culturale per lui non è una forma di dominio. Ma un vezzo. Da esibire in piazza, o in piazzetta. Che in veneto si dice «campiello».

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