Lo spirito dell'imperatore aleggia nel Clementinum

Il complesso edificato da Ferdinando I, che chiamò i gesuiti per fermare il protestantesimo

Una voce da soprano leggero accompagna l'aria di Richard Strauss, eseguita da un quartetto d'archi della filarmonica di Praga. La cantante è una bella ragazza, addirittura diafana e resterà un mistero da dove attinga la strabiliante potenza vocale. Non trasparirebbe il minimo sforzo se, a ogni acuto, la estensione del diaframma non procurasse la brusca sollevazione del piccolo seno: una vera ginnastica respiratoria. Senza dubbio il soprano esercita un fascino ipnotico. Sono stato due volte ad ammirarla, soprattutto perché i concerti si svolgono all'interno di quello splendore che è la Mirror Chapel di Praga, nel quarto cortile del Clementinum, al pianterreno dell'ala della torre astronomica. La Cappella degli Specchi prende il nome dalle decine di specchi situati alle pareti e sul tetto, (stucchi di Bernardo Spinetti, affreschi del XVIII secolo del pittore tedesco Jan Hiebel, l'artista che più d'altri ha qui lasciato un'impronta), ospita un organo con cui ha suonato Mozart. Per due volte lo sentirò vibrare nella fuga in Re minore di Bach.

Il Clementinum è un complesso enorme, il secondo dopo il Castello di Praga. Costruito tra il 1556 e il 1723, comprende sette cortili, tre chiese (c'è la Cappella Italiana), un convento, la Biblioteca Nazionale, la Biblioteca Tecnica Statale e la Biblioteca Slava, con un patrimonio complessivo di sei milioni di libri. La sua storia s'intreccia con quella di sant'Ignazio di Loyola che, su richiesta del capitolo della cattedrale di San Vito e della nobiltà cattolica boema, sostenuta dall'imperatore Ferdinando I, re di Boemia, invia a Praga Pietro Canisio nel 1556 perché vi organizzi un collegio gesuitico allo scopo di contrastare l'avanzata protestante. Il 21 aprile, 12 gesuiti arrivano a Praga. Li guida il rettore del Collegio romano, Ursmar Goisson, scelto da Sant'Ignazio. Il gruppo comprende: due teologi, quattro filosofi, un grammatico, un latinista e tre fratelli laici. Nessuno parla la lingua locale. Occupano San Clemente, chiesa lasciata dai domenicani. I corsi cominciano nel 1556: teologia in latino, filosofia e retorica, ebraico. I protestanti protestano. Però, mandano i figli a studiare dai preti. Il Clementinum diventa rivale del Carolinum, sede dell'università di Praga. Nel 1562 il collegio è elevato a Accademia da Ferdinando I e sono create due sezioni: San Bartolomeo per i nobili; San Venceslao per gli studenti poveri. Hanno comunque gli stessi corsi. Cresce il numero degli studenti e, per ospitarli, nasce il Clementinum vero e proprio. Nel 1622 il Consiglio imperiale punisce l'università Carolina perché ha aderito alla rivolta protestante. Viene accorpata all'Accademia dei Gesuiti che ottengono così il monopolio dell'educazione superiore. Durerà fino al 1773, quando papa Clemente sopprime la compagnia di Gesù e il collegio di San Clemente diviene biblioteca nazionale. Con Maria Teresa, Imperial regia Biblioteca Universitaria; nel 1918 Biblioteca Nazionale, che custodisce documenti su Mozart, Tycho Brahe, Comenio. Il Clementinum è a due passi dal ponte Carlo sulla Moldava, che collega la Città Vecchia al quartiere di Malá Strana. Di notte, sotto il ponte di pietra, si chiama il capolavoro di Leo Perutz. Col Processo di Kafka e il Golem di Meyrink, uno dei tre libri più rappresentativi della letteratura praghese. Sintesi di un'epoca, il Cinquecento, e di un'atmosfera, che non torneranno, tutte e tre le opere sono state concepite nel secolo che ha visto la scomparsa dell'ebraismo praghese e, pur nella loro diversità, rievocano l'essenza spirituale di quella misteriosa koinè di popoli, lingue, etnie e religioni che era la Praga asburgica. Da queste parti aleggia lo spirito di Rodolfo II (1552 1612), malinconico imperatore del Sacro romano impero che ha spostato la sede dell'impero da Vienna a Praga. Il sovrano amico degli ebrei e amante dell'arte. Malato di mente, raccoglie una gigantesca collezione di opere d'arte che andranno in gran parte distrutte nella guerra dei Trent'anni. Alcune, tra cui quadri di Brueghel il vecchio, il Parmigianino, Drer, Correggio, però, si trovano ancora nelle pinacoteche di Praga. Rodolfo chiama alla sua corte Tycho Brahe, il grande alchimista, astronomo e astrologo olandese: l'uomo che a vent'anni ha perso il naso in duello, rimpiazzandolo con una piastra d'oro. Che muore per le complicazioni dello scoppio della vescica. Nel castello di Benátki, a 50 km da Praga, Rodolfo gli assegna un osservatorio; lo vuole come astrologo e alchimista personale. Brahe ottiene come assistente il giovane Keplero, che riesce, tra il 1609 e il 1619, a determinare le leggi fondamentali del moto planetario. Al Clementinum i gesuiti creano uno fra i musei aperti al pubblico più antichi d'Europa. Qui la storia si tocca con mano. C'è il sestante di Giovanni Keplero, che ha abitato in via Karlova, al n. 4. Nella torre astronomica, alta 68 mt, si trova l'osservatorio, con due orologi astronomici. In cima, la statua di Atlante sorregge sulle spalle la sfera celeste. Prima, però, altre meraviglie. La sala del Meridiano al piano secondo: una piccola stanza trasformata in camera oscura, dove i raggi solari filtrano per un buchetto in alto su una parete. Sul pavimento una corda tesa attraversa la stanza, sicché la luce la colpisca solo quando è mezzogiorno. Per il solstizio d'Estate, sul lato Sud della corda; per quello d'Inverno sul lato Nord. C'è poi la sala della biblioteca barocca, con i preziosi mappamondi, i volumi e i codici miniati. Il codice di Vyehrad è un evangeliario creato per l'incoronazione del primo re boemo, Vratislav II (1085) e utilizzato nelle incoronazioni dei successivi monarchi.

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