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"Abbiamo un'Italia di grande qualità. E poi l'esordio di Doualla, eccezionale..."

Il triplista argento iridato 2025 Andrea Dallavalle sarà ai Mondiali indoor

"Abbiamo un'Italia di grande qualità. E poi l'esordio di Doualla, eccezionale..."
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Nella vita e nello sport è sempre più difficile ripetersi che vincere. È proprio questo l'arduo compito a cui è chiamato Andrea Dallavalle. Il talento del ventiseienne di Piacenza è esploso definitivamente ai Mondiali di Tokyo 2025, dov'è diventato il primo triplista italiano a vincere una medaglia iridata outdoor grazie al primato personale di 17.64. Il 2026 è iniziato nel migliore dei modi: agli Assoluti di Ancona ha ottenuto una vittoria all'esordio con un salto da 16.99 che gli ha permesso di battere l'amico-rivale Andy Diaz e di strappare il pass per i Mondiali indoor di Torun, che iniziano domani, dove proverà ad essere ancora protagonista.

Come sta?

"Abbastanza bene. Ho avuto una preparazione liscia se non per un piccolo inciampo mentre ero in raduno. Però abbiamo recuperato piuttosto in fretta ed è stata un'interruzione breve. Manca solamente gareggiare".

Fresco campione italiano, argento iridato a Tokyo. A Torun si presenta come uno degli atleti da battere?

"Onestamente no, perché secondo me l'avversario più ostico che avremo tutti in pedana è Andy (Diaz, ndc). È quello che ha dimostrato, nel tempo, di avere le carte in regola per fare grandi cose in tutti gli eventi, quindi forse quello da battere è lui. Per come la penso siamo in 4/5 che possiamo giocarci il podio".

Dopo gli ultimi successi arriva a questo Mondiale con una maggiore pressione?

"È diverso, la vivo in maniera tranquilla. So che dopo Tokyo sono un po' più sotto i riflettori ma onestamente so benissimo quello che valgo e come devo fare in pedana. Quelle più che altro sono distrazioni, ma alla fine bisogna sempre dare il massimo, poi la misura parla e, tendenzialmente, è sempre molto onesta. Se qualcuno salterà più di me sarà stato più bravo: io devo pensare a dare il meglio, poi mi auguro che sia il massimo risultato possibile".

Qual è la percezione dall'interno su quest'Italia?

"Secondo me negli ultimi anni ci siamo abituati molto bene a vedere come sta crescendo l'atletica italiana. Mi ricordo che quand'ero piccolo non c'era tutta questa qualità in nazionale ed è bello vedere che c'è stato un ricambio generazionale molto forte e continuo.

Alla fine i ragazzi che hanno ottenuto e stanno ottenendo tanti risultati sono più o meno della mia età; poi c'è anche Kelly Doualla che ha 16 anni e già partecipa ai Mondiali, che è qualcosa di eccezionale. La percezione è sempre quella che possiamo fare le cose in grande. Negli ultimi anni abbiamo acquisito una consapevolezza che non c'è mai stata prima".

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