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Addio al Signor Rally. Quattro Monte Carlo e la Stratos divenne mito

Sandro Munari, il Drago, era il simbolo delle vittorie Lancia. Si è spento a 85 anni

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Se lo chiamavano il Drago non era perché sputava fuoco, ma perché sulle strade dei rally in pochi al mondo guidavano come lui. Addio a Sandro Munari che a marzo avrebbe compiuto 86 anni e da tempo lottava contro un male bastardo. Munari era i rally e i rally erano Munari. Negli anni Settanta ha dimostrato che anche un italiano poteva pennellare traiettorie sull'asfalto, il ghiaccio, la neve e lo sterrato. Munari e Mannucci erano come Rivera e Mazzola solo che loro non facevano la staffetta ma correvano uno di fianco all'altro. Mario che se ne era già andato nel 2011, leggeva le note e Sandro guidava da Drago. Insieme hanno vinto quattro volte il Rally di Montecarlo, prima con la Lancia Fulvia HF e poi con la Stratos diventando campioni i del mondo nel 1977 quando il Mondiale era chiamato Coppa Fia. Prima ha allungato la vita alla Fulvia e alla stessa Lancia con una vittoria, quella del 1972, che ha convinto Torino a non lasciare le gare e anzi a portate in strada prima la Stratos e poi la Delta con una nuova generazione di fenomeni italiani ispirati dalle sue vittorie.

In tempi in cui Internet non esisteva e le notizie arrivano dalla radio, i ragazzini appassionati si incollavano all'autoradio della macchina di papà per sentire il giornale radio che in certe gelide mattine di gennaio annunciavano che Munari e Mannucci avevano vinto il rally di Montecarlo finito nella notte dopo qualche mitico passaggio al Col du Turini. Poi si andava a scuola più felici Munari è stato la Lancia, ma ha vinto anche con la Ferrari 312 PB in coppia con Merzario alla Targa Florio. Lo ha cercato anche la Formula 1 quando Frank Williams lo voleva in Sud Africa al posto di Nanni Galli, ma quella volta (era il 1973) arrivò il divieto di Cesare Fiorio che non voleva rischiare il suo gioiello. La sua carriera è continuata nel deserto tra i Faraoni e la Dakar, guidando la Lamborghini LM 002, la madre di tutti i suv. Uomo garbato, mai sopra le righe, lasciava parlare sempre i fatti, soprattutto quando correva e sapeva portare al limite ogni tipo di auto.

"È stato in simbolo dei rally nel nostro Paese", ha detto il presidente Aci Geronimo La Russa. Se in Italia ci sono tanti appassionati di rally, gran parte del merito è di quel Drago venuto dal Veneto e stabilitosi a Bologna. Grazie di essere esistito.

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