Agli Azzurri non basta vincere "Quella vergogna dentro noi..."

Chiellini era presente contro la Svezia che ci eliminò dai Mondiali: "Cancellarla non si può. Rifarsi però sì"

Agli Azzurri non basta vincere "Quella vergogna dentro noi..."

Roma. Poco più di venti anni fa, il 26 febbraio del 2001, Roberto Mancini esordiva come allenatore alla Fiorentina, sostituendo un tecnico turco, Fatih Terim. Ironia della sorte, la sua prima grande partita da ct azzurro sarà proprio contro la Turchia. Come fu per Dino Zoff a Euro 2000, ad Arnhem, gara dell'esordio risolta da una magia di Antonio Conte e un gol di Pippo Inzaghi. Lui arrivò in finale dopo aver alzato il trofeo continentale nel 1968 da giocatore. Mancini chissà...

«Spero di dormire bene la notte prima della partita, anzi spero di non farlo più avanti, magari il 9 o 10 luglio se saremo arrivati a Londra...». ha detto con il sorriso il ct. Che sul profilo social ha postato una lettera indirizzata ai tifosi azzurri: «Siamo consapevoli della nostra forza, onoreremo ogni minuto, scenderemo in campo con spensieratezza». L'aspetto migliore della sua Nazionale, che ieri ha perso un altro pezzo a centrocampo, quel Lorenzo Pellegrini giocatore duttile come era l'interista Sensi. «Nessuna ansia, è un momento bello, speriamo di far divertire i nostri tifosi. Bisogna restare tranquilli, anche se l'emozione di inaugurare il torneo sarà grandissima e tradizionalmente la prima è sempre la più difficile. La mia Italia come la Samp dello scudetto? Speriamo, ho fiducia».

Tra i 14mila spettatori annunciati (con 3mila tifosi turchi sistemati in curva Nord) anche il presidente della Repubblica Mattarella, quello del Senato Casellati e quello del Parlamento Europeo Sassoli, oltre ai presidenti di Fifa e Uefa Infantino e Ceferin, a quello della Figc Gravina e al figlio del premier turco Erdogan. Un parterre d'onore anche se il ct avrebbe voluto un numero maggiore di tifosi. «È già un bel passo avanti rispetto a un Olimpico vuoto, non potremo però dire di giocare veramente in casa...», ha sottolineato Mancini. «Con la presenza del pubblico ho fatto l'assist, ora fai gol», il messaggio del sottosegretario allo Sport Vezzali.

Nessun dubbio di formazione per il debutto: giocheranno i titolari di Italia-Repubblica Ceca provati in allenamento (con tanto di discorso motivazionale di Mancini al gruppo riunito in cerchio attorno a lui) con Donnarumma in porta, Florenzi, Bonucci, Chiellini e Spinazzola in difesa, Barella, Jorginho e Locatelli a centrocampo, Berardi, Immobile e Insigne davanti. Intanto con una ferita da sanare: quello 0-0 con la Svezia che ci negò la presenza all'ultimo Mondiale. «La voglia di rifarci è tanta - così capitan Chiellini, uno dei reduci di quella notte maledetta a San Siro -. Siamo pronti per partire alla grande». Ma più che altro c'è da dare continuità a quanto di buono fatto nei tre anni dell'era Mancini, cioè una crescita costante del gruppo a livello di maturità e di risultati. Un'Italia che da outsider di lusso vuole stupire: «Ma la Turchia è già un avversario tosto, quindi grande rispetto». Inutile dire che bisognerà partire con il piede giusto.

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