Allegri-Inzaghi, lo strano "derby d'Italia"

Max a Vinovo per CR7 che va, Simone alla Pinetina perché Hakimi resti

Allegri-Inzaghi, lo strano "derby d'Italia"

Non è stato come il primo giorno di scuola, perché gli alunni non c'erano. Però, ieri, Inter e Juventus hanno accolto le rispettive guide nei propri quartieri generali: Simone Inzaghi, appena ufficializzato neo allenatore nerazzurro fino al 2023, ha così preso visione della Pinetina per la prima volta in carriera, mentre quasi in contemporanea Max Allegri rimetteva piedi alla Continassa. Non è stato insomma un derby d'Italia giocato sul campo e nemmeno fuori: curiosamente, però, i due tecnici hanno vissuto in parallelo il primo giorno della loro nuova avventura.

Il primo giorno dell'Allegri-bis è cominciato poco dopo le 13 e si è concluso appena passate le 16,30. Una decina di tifosi lo hanno accolto all'ingresso della Continassa: nessuna folla oceanica e nemmeno un entusiasmo manifesto, ma si sa che Torino fatica a scaldarsi per qualcosa che non sia una vittoria. Siccome però nel 2014, dopo l'addio di Conte, venne accolto a Vinovo da cori ostili e improperi vari, si è già un pezzo avanti. Rispetto ad allora, il tecnico livornese non trova una squadra reduce da tre scudetti di fila, ma un gruppo da rimotivare e rimodellare: sfida nuova e affascinante, con cinque tricolori conquistati strada facendo. Per ripartire, Agnelli ha scelto lui e gli darà quasi carta bianca: Cherubini si interfaccerà con lui molto più di quanto non avesse fatto Paratici ai tempi, altrettanto farà il vice presidente Nedved.

Tanti i nodi da sciogliere, ma a dirla tutta nemmeno troppi perché, per quanto mal costruita, la rosa che ha avuto a disposizione Pirlo non era poi da buttare. Inevitabilmente, si dovrà partire da Ronaldo: e, usando la logica, pare davvero difficile che il portoghese possa rimanere insieme a Dybala e Morata, con in più la necessità di arrivare a un altro attaccante di peso. Tradotto: avendo fatto trapelare il desiderio di confermare la Joya e lo spagnolo, va da sé che CR7 prenderà un'altra strada. Resta da capire quale: se Mbappè (scadenza 2022) andrà al Real Madrid, quella di Parigi potrebbe essere la più plausibile. Neymar non vede l'ora e gli sceicchi proprietari del Psg ne farebbero poi l'uomo simbolo dei Mondiali in Qatar del 2022. La Juve risparmierebbe 31 milioni di stipendio e, per non segnare una minusvalenza di una trentina di milioni, potrebbe ricevere in cambio Icardi o magari Kean. Se invece Ronaldo optasse per lo United, il sogno (bianconero) rimane quello di riabbracciare Pogba, in scadenza tra un anno. Sempre lì in mezzo, l'obiettivo numero uno rimane comunque Manuel Locatelli: il Sassuolo lo valuta 40 milioni, senza avere intenzione di fare grandi sconti.

Quanto a Inzaghi, incassato l'ok di Lukaku, potrebbe dovere fare a meno di Hakimi, Young e Kolarov, mettendo invece nel mirino Emerson Palmieri. Se poi si dovesse anche rinunciare a Lautaro Martinez, su cui è forte l'interesse dell'Atletico Madrid, l'asso nella manica potrebbe essere Depay, 27enne olandese in scadenza con il Lione e grande amico di Lukaku: la concorrenza del Barcellona però sarà difficile da battere.

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