nostro inviato a Bergamo
Quasi un'ora di sofferenza, sbattendo contro il bunker eretto dall'Irlanda del Nord attaccato non benissimo. Poi il guizzo, la giocata di uno dei nostri calciatori più titolati e di qualità, quel Sandro Tonali che inventa il bolide da fuori area che scaccia i fantasmi del passato e quelli che stavano affacciandosi nella fredda notte di Bergamo. Poi ci pensa Kean, protagonista di un duello costante con il portiere Charles nel secondo tempo, a chiudere la pratica. L'Italia supera il primo step, quello forse meno difficile sia per il valore dell'avversario sia per il fatto che giocassimo in casa. Tolto il dente, tolto il dolore. E quelle paure che ci portiamo dietro da anni. Ma non è ancora fatta: martedì secondo round da dentro o fuori in Bosnia (Galles ko ai rigori 5-3).
In una New Balance Arena da sold out (oltre 23mila spettatori con le scarpetta azzurra a collo) la truppa di Gattuso non mostra affatto per un tempo quella leggerezza tanto ostentata nel giorni di Coverciano e alla vigilia del match. Bastava guardare la faccia tirata di Gattuso 24 ore prima del match davanti ai microfoni per capire come la tensione avrebbe potuto prendere il sopravvento. Difficile non passare ai fallimenti degli anni precedenti, a quei Mondiali sfumati negli spareggi maledetti, anche per chi è abituato a gare internazionali di un certo rilievo. Ed ecco che l'Italia fatica a trovare il bandolo della matassa davanti al bunker nordirlandese: squadra contratta oltre il previsto, ritmo troppo basso che agevola il lavoro dello schieramento tattico difensivo approntato da O'Neill. Così poche occasioni da gol (la migliore quella di Dimarco dopo sette giri di lancette con la parata di Charles e l'anticipo di Hume, solo omonimo del celebre filosofo scozzese del trattato sulla natura umana, su Tonali.
L'Italia tenta con lanci lunghi di scavalcare la retroguardia nordirlandese, ma sia Kean che Retegui (serata no per l'oriundo) non risultano pericolosi. Serve un episodio, una giocata e una scintilla per sbloccare una gara francamente alla nostra portata, visto il mediocre valore tecnico degli avversari. E probabilmente Gattuso nell'intervallo dà la scossa alla squadra: dobbiamo essere meno tesi e fare le cose che sappiamo, il messaggio trasmesso dal ct. Così la ripresa vede un'Italia diversa: intanto più veloce nelle giocate, più aggressiva e soprattutto più cattiva. Retegui si divora il regalo di un difensore ospite e, dopo che Tonali inventa il gol che ci sblocca e mette in discesa la partita, lascerà il posto a un Pio Esposito più attivo e pericoloso (il solito Hume gli nega la gioia personale, deviando sulla linea di porta il tiro dell'interista).
L'Italia appare più serena, gli avversari mai pericolosi e anzi impegnati a non prendere l'imbarcata. Gattuso inizia i cambi togliendo intanto il Bastoni non al top.
E quando Kean centra il bersaglio dopo che Charles gli aveva negato la rete tre volte, spazio anche al deb Palestra, a Pisilli e anche a Raspadori. Per dimostrare che quest'Italia ha anche delle alternative. Da sfruttare magari martedì per completare l'opera e toglierci di dosso questo tabù del Mondiale.