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Bolelli-Vavassori il doppio della Davis entra nella storia con la prima al Foro

Grazie a loro l'Italia sale sul trono dove non era mai stata nell'Era Open

Bolelli-Vavassori il doppio della Davis entra nella storia con la prima al Foro
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Certe vittorie valgono un titolo. Altre, invece, cambiano il peso della storia. Quella conquistata ieri da Simone Bolelli e Andrea Vavassori agli Internazionali BNL d'Italia appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Sul Centrale del Foro Italico, davanti a un pubblico trascinante e rumoroso come raramente si era visto per una finale di doppio, la coppia azzurra ha riportato l'Italia dove non era mai stata nell'Era Open: sul trono del doppio maschile a Roma. Bolelli e Vavassori hanno piegato in una finale durissima lo spagnolo Marcel Granollers e l'argentino Horacio Zeballos, seconda testa di serie del tabellone e una delle coppie più solide e rodate del circuito. Il punteggio racconta già da solo il livello della battaglia: 7-6, 6-7, 10-3 al super tie-break. Due set decisi sul filo dell'equilibrio, tensione costante, scambi ad altissima velocità e poi l'allungo decisivo degli italiani, capaci di trasformare l'ultimo parziale in una cavalcata verso la storia. Perché di storia si tratta davvero. In una specialità tradizionalmente dominata da tandem internazionali consolidati, Bolelli e Vavassori hanno sfatato quel tabù proprio nella settimana più importante, nella città simbolo del tennis italiano. Roma, del resto, custodisce da sempre un rapporto speciale e quasi romantico con il doppio azzurro. Un legame che riporta inevitabilmente al 1960, a una delle pagine più curiose e leggendarie del tennis mondiale. Allora la finale vedeva opposti Nicola Pietrangeli e Orlando Sirola agli australiani Roy Emerson e Neale Fraser, considerati la coppia più forte del pianeta. Fu una sfida infinita, combattuta punto su punto fino a quando il Foro Italico venne inghiottito dal buio. In un'epoca senza illuminazione artificiale moderna e con calendari molto meno flessibili, il match non poté essere concluso. Le tenebre fermarono tutto e quel titolo rimase senza padrone. Sessantasei anni dopo, invece, Roma ha finalmente avuto i suoi re italiani del doppio. Stavolta non c'è stato il buio a interrompere il sogno, ma una luce fortissima, quasi simbolica, ad accompagnare l'impresa di due giocatori che hanno costruito il loro successo con pazienza, complementarità e spirito di squadra. A fine partita Vavassori ha lasciato emergere tutta l'emozione accumulata durante la settimana: "Vincere qui a Roma è un sogno che si realizza. Fin da bambini guardavamo questo torneo sperando un giorno di poter solo giocare su questi campi, figuriamoci sollevarne il trofeo. Abbiamo sentito una spinta pazzesca da parte del pubblico dal primo all'ultimo punto. Questo titolo è anche loro". Parole che rivelano perfettamente il clima vissuto al Foro Italico, dove il pubblico italiano ha trasformato ogni partita degli azzurri in un evento collettivo.

Una spinta percepita chiaramente anche da Bolelli, veterano del tennis italiano e già protagonista di grandi successi in doppio a livello internazionale e col piemontese vincitore in stagione del torneo di Miami: "Siamo felicissimi, abbiamo vissuto una settimana incredibile. La motivazione per far bene davanti al nostro pubblico era altissima fin dall'inizio. Vincere un Masters 1000 in Italia ha un sapore unico, indescrivibile", le sue emozioni.

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