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Avanti la Lazio

Botta e risposta Romagnoli-Pasalic prima del 90', poi Motta para 4 rigori: Dea eliminata. Finale di Coppa il 13 maggio con l'Inter

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Doveva essere la partita della vita (Palladino) oppure quella che non cambia la stagione (Sarri). Alla fine la decidono per loro i rigori e un super Motta: il 13 maggio a Roma sarà Inter-Lazio.

Dài che si va a Bergamo, che lì ci si diverte sempre: avete presente le ultime parole famose? Il monito arriva arrivando verso lo stadio, là dove un enorme Gasperini disegnato su un palazzo racconta i tempi che furono: sarà la nostalgia (di Gasp, s'intende), ma davvero un primo tempo così brutto non si vedeva da tempo. Per conferma basta leggere le statistiche: un tiro in porta a zero per l'Atalanta, ma solo perché non esiste un altro nome per chiamarlo. Per il resto è giropalla: i nerazzurri attaccano quasi per galateo, De Ketelaere cerca l'ispirazione ma non trova i compagni, l'unico che si fa notare è Zalewski ma per per il caos. E la Lazio? Trottola, mentre Sarri prende appunti e forse sarà meglio leggerli in orario protetto. Intanto dopo 45 minuti (più 2, ahinoi, di recupero) è un quasi nulla a niente. Si tifa per il the caldo. O quantomeno in una tisana energetica.

Forza ragazzi, che siete in diretta Tv. Qualcuno all'intervallo se lo ricorda e così arriva la prima emozione (bel passaggio di CDK, Krstovic tira sul portiere), mentre gli animi si agitano quando un mezzo pestone di Patric un po' palla, un po' piede fa fuori Bernasconi. Entra Bellanova e accade il misfatto: De Ketelaere butta in area, Patric s'ingarbuglia, Motta cerca di bloccare la palla, Krstovic gliela sfila ed Ederson segna. In un'azione c'è più di tutta la partita, ma mentre Colombo non ha nulla da dichiarare, dal Var ci pensa Abisso: fallo o falletto che sia, il gol non vale. Questo accende gli animi, soprattutto di Palladino e Sarri che non si risparmiano considerazioni reciproche. I cambi poi non cambiano il tema e allora, come spesso accade, il Dio del calcio a quel punto si ribella: in due minuti Romagnoli (dimenticato da Djimsiti) e Pasalic dal limite (sponda di Krstovic) fanno quello che sembrava impossibile. Uno a uno e palla al centro, e dopo un'incornata (con fallo) di Scamacca che Motta unghia sulla traversa si va ai supplementari.

Raspadori segnerebbe di testa ma Zappacosta lo serve in fuorigioco, per cui ce la si gioca dal dischetto a ciapanò: sbagliano Tavares, Scamacca, Cataldi, Zappacosta, Pasalic e CdK, Motta ne para quattro e vince la Lazio. Qualcuno doveva pur farlo.

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