Nove giornate per capire, 27 punti in palio, poi sapremo se il Como sarà qualificato alla prossima Champions. La lotta al quarto posto è uno dei fronti più interessanti da seguire in questa Serie A, con tre squadre almeno in ballo e distacchi minimi tra i lariani e la Roma, sesta, distante tre punti dopo la sconfitta di domenica al Sinigaglia nello scontro diretto. Con la Juve pronta a inserirsi.
Il Como non può più nascondersi e il suo allenatore Fabregas è sulla cresta dell'onda. A maggio (ieri l'annuncio) il tecnico catalano riceverà il Premio Bearzot un' emzione, promosso dall'US Acli e dalla Figc, con queste motivazioni: "Giovane ma già brillante dopo essere stato straordinario calciatore, rappresenta una delle novità in panchina più significative a livello internazionale. Al Como ha dato forma concreta ad un sogno glamour grazie al bel gioco e a una serie di risultati mai colti prima in riva al Lago". "Emozionato, è una leggenda del calcio", così Cesc.
Il quarto posto, insomma, sarebbe davvero un capolavoro, al netto del glamour: Pisa, Udinese, Inter, Sassuolo, Genoa, Napoli, Verona, Parma e Cremonese le restanti nove rivali del Como, in un calendario non semplice che prevede anche la semifinale di ritorno di Coppa Italia sempre contro l'Inter (0-0 all'andata). Resta poi da vedere in caso di qualificazione alla Champions League come si comporterà il club sul mercato, soprattutto. Per comporre le liste Uefa, infatti, ci vogliono almeno 8 calciatori che siano stati per 3 stagioni in Serie A tra 15 e 21 anni: di questi, 4 dovrebbero provenire dal settore giovanile del Como stesso. Attualmente in rosa i lariani ne hanno solamente due, spendibili per l'eventuale lista Uefa: il portiere Vigorito e il difensore Goldaniga, unico italiano utilizzato da Fabregas (un minuto a Firenze).
Per il
resto il Como è cresciuto così tanto anche perché ha preso molti giovani forti e futuribili, ma dall'estero. Rientrare nei parametri-Uefa rischia di essere un'impresa tanto quanto la qualificazione alla prossima Champions.