Coronavirus, Legrottaglie: "Pescara con 13 influenzati ma senza tamponi"

Nicola Legrottaglie commenta la decisione del suo Pescara di scendere in campo a Benevento, per la 29esima giornata di Serie B, con le mascherine

Coronavirus, Legrottaglie: "Pescara con 13 influenzati ma senza tamponi"

"Preoccupati per la salute dei nostri giocatori e per quella degli avversari, siamo scesi in campo indossando le mascherine protettive. Queste verranno rimosse solo su invito dell'arbitro poiché non previste dal regolamento". Nella giornata di ieri il Pescara Calcio ha deciso di scendere sull’erba dello stadio Ciro Vigorito di Benevento con le mascherine: dopo averlo fatto, gli account social della società hanno pubblicato una fotografia del proprio undici titolare mascherato, arricchendola della suddetta dichiarazione.

Il match, valevole per la ventottesima giornata del campionato di Serie B, è finito 4-0 per il padroni di casa. Gli stregoni allenati da mister Pippo Inzaghi hanno (stra)vinto per 4-0, confermando il primato in classifica. I giallorossi, infatti, sono primissimi in graduatoria con 69 punti, a più venti sulla seconda (che è il Crotone). I sanniti sono ormai a un passo dalla promozione in Serie A, che non dovrebbe essere messa in discussione dal coronavirus, e da un’eventuale stop sia al campionato cadetto che alla"classe regina".

Tornando all'iniziativa dei Delfini, ci ha pensato l'allenatore Nicola Legrottaglie a spiegare la scelta dei suoi giocatori di scendere in campo con le mascherine sul volto. Queste, riportate da SportMediaset, le parole del mister biancoazzurro: "Abbiamo cercato di dare un segnale perché abbiamo detto di avere avuto tredici casi di influenza e non ci hanno fatto fare i tamponi".

E non è tutto, perché l’ex calciatore – di Juventus e Milan, tra le tante squadra nelle quali ha militato – non si è risparmiato una stoccata al mondo del calcio: "Sarebbe stato meglio che il calcio si fermasse per fronteggiare l'emergenza coronavirus". Dunque, ha aggiunto: "Se si fermasse il campionato per tre settimane, non si potrà più riprendere in modo normale. Se anche non ci fosse calcio per tre o quattro mesi non succederebbe nulla, chi ama la vita sarà d'accordo. Anzi, avremo la possibilità di curarci e aiutare chi ha bisogno".

"Noi come Pescara abbiamo cercato di dire: guardate che il problema c'è e forse si sta sottovalutando. Abbiamo fatto il minimo che potevamo fare, la priorità è quella della vita", ha chiosato Legrottaglie.