Dakar 2020, ancora dramma: è morto il pilota Edwin Straver

Il pilota olandese era in condizioni disperate dopo un grave incidente avvenuto nell'undicesima tappa

Dakar 2020, ancora dramma: è morto il pilota Edwin Straver

Un altro terribile lutto alla Dakar, il motociclista olandese Edwin Straver, in condizioni disperate in seguito ad un grave incidente nella penultima tappa della corsa, non ce l'ha fatta.

Il pilota è scomparso nella mattinata tra giovedì e venerdì. Lo riferiscono i familiari e gli organizzattori della corsa attraverso il seguente comunicato: "Tutta la carovana della Dakar presenta le sue più sentite e sincere condoglianze alla famiglia, agli amici e ai parenti di Edwin”. Straver, 48 anni, era alla seconda Dakar nella categoria Original by Motul, nella quale si era imposto proprio l’anno scorso.

In questo 2020 occupava provvisoriamente il quarto posto a tre ore dal leader della corsa, quando è avvenuta la caduta nel corso dell'undicesima tappa. L’incidente era avvenuto a 50 km/h, dopo di cui era andato in arresto cardiaco. In seguito il personale medico era riuscito a rianimarlo, portandolo all’ospedale di Riyadh. Gli erano state riscontrate fratture alle vertebre cervicali, altro fatto che complicava il quadro clinico già molto critico. Mercoledì la famiglia aveva deciso per il trasporto nel paese natale, ma 24 ore dopo i medici, d’accordo con le persone più vicine al pilota, hanno staccato la spina. Troppo gravi i danni cerebrali per sperare nella ripresa. E' il secondo pilota della 42esima edizione della Dakar a perdere la vita, dopo il portoghese Paulo Goncalves, caduto durante la settima tappa sempre nella categoria moto. Si aggiorna purtroppo il numero di morti della corsa dal 1979 in poi. I piloti in gara che hanno perso la vita sono stati 31 (di cui 22 i motociclisti) mentre in totale le vittime sono state 75 considerando anche pubblico, meccanici, giornalisti, organizzatori.

Una striscia inaugurata da Patrice Dodin, caduto dalla sua Yamaha nella prima edizione: il transalpino stava andando alla partenza della quarta tappa con il casco non allacciato, quando cadde e picchiò su una pietra la testa scoperta. ''La Parigi-Dakar non è un’impresa di distruzione'', rispondeva invece un'altro francese, Thierry Sabine a chi gli ricordava il triste tributo di vite umane pagato alla Dakar. Pochi giorni dopo lo stesso Sabine morì insieme ad altre 4 persone non lontano da Timbuctù (Mali) durante una tempesta di sabbia. Oppure il nostro Fabrizio Meoni, che dopo aver vinto in tutti i continenti, aveva un ultimo sogno da realizzare: un successo alla Dakar. Riuscì addirittura a conquistarla due volte nel 2001 e nel 2002, prima di perdere la vita in quella maledetta ultima tappa del 2005, a sud della Mauritania. Tragedie terribili ora entrate nella leggenda.

Segui già la nuova pagina Sport de IlGiornale.it?

Commenti