Il derby antimonarchico per la Coppa del Re

Athletic Bilbao contro Real Sociedad, agli antipodi anche per lo stile. In gioco soprattutto l'onore

Il derby antimonarchico per la Coppa del Re

Bilbao. C'è una barzelletta famosa in Spagna: «Come fanno 30 baschi a entrare in un'auto? Basta dire a loro che non ci riusciranno». Insomma, gente cocciuta e tosta, caratteristiche che si ritrovano nelle due squadre di calcio più rappresentative della regione, l'Athletic di Bilbao e la Real Sociedad di San Sebastian. I derby tra i due club non sono mai banali, ma quello che andrà in scena stasera allo stadio La Cartuja di Siviglia sarà davvero storico. Mai una Coppa di Spagna aveva visto sfidarsi Athletic e Real in finale, ma soprattutto la partita assegnerà il trofeo dell'edizione dell'anno scorso.

Onore. Solo il trofeo e null'altro, perché nel 2020 il posto in Europa League destinato al vincitore della coppa era andato al settimo classificato della Liga (il Granada, che ha eliminato il Napoli). Quindi a Siviglia ci si gioca solo l'onore, che nei Paesi Baschi non è una cosa da poco, anzi. E poi prendiamo le due città che si sfideranno: Bilbao e San Sebastian sono agli antipodi non solo nella mappa dei Paesi Baschi, ma anche come stile. La prima ha una grande tradizione industriale ed è opulenta: in spagnolo peraltro "spacconata" si dice bilbainada. L'altra invece è corsara, di mare, paradiso di surf e gastronomia. Cento chilometri di distanza e in mezzo un mondo. Le discussioni? Su tutto, anche se sempre amichevoli, persino sulla qualità dei vini a seconda che siano stati prodotti in una provincia o nell'altra. Come il txakolì, tipico bianco da aperitivo che si produce a cavallo tra la Vizcaya (provincia di Bilbao) e la Gipuzkoa (quella di San Sebastian), leggero e fruttato: ciascuno spinge dalla propria parte, come nel tiro alla fune, in cui i baschi primeggiano nel mondo, nei tornei che si disputano. E ancora, ci saranno intere famiglie divise dal tifo da generazioni, generi contro suoceri, mariti e mogli, padri e figli, persino fratelli e sorelle. Non c'è nulla di paragonabile, almeno in Italia, anche perché nei Paesi Baschi si tifano le squadre basche, niente Real Madrid o Barcellona.

Sgarbi reciproci. Nei calciobalilla dei bar baschi le squadre sono l'Athletic e la Real, che d'altronde dominavano il calcio spagnolo all'inizio degli anni Ottanta con giocatori di culto come Zubizarreta o Bakero. Il rapporto tra i club è di odio e amore. Bilbao coi suoi soldi ha sempre attirato i migliori talenti locali a costo di creare incidenti diplomatici: un nome su tutti, Joseba Etxeberria, letteralmente strappato alla primavera della Real e diventato bandiera dell'Athletic. Furbescamente la Real ha cercato di vendere altrove i suoi pezzi più pregiati, piuttosto che vederseli scippare dai rivali. Due giocatori come esempio in epoca recente, Xabi Alonso e Griezmann, che è francese ma cresciuto a San Sebastian quindi eleggibile per l'Athletic che, ricordiamolo, può tesserare solo baschi di nascita o di formazione. Tante scornate, ma anche comunione d'intenti. Di sicuro dopo 34 anni la Coppa del Re di Spagna verrà sollevata da un club proveniente da una regione super anti-monarchica, come è Euskadi. Ecco, in questo invece Bilbao e San Sebastian andranno sempre d'accordo.

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