Dicono gli esperti che l'anno dopo le Olimpiadi gli atleti soffrono spesso disturbi d'ansia: un burnout per essere usciti dal massimo che può succedere a uno sportivo. In questo caso c'è di più, perché per qualcuno dei nostri eroi i Giochi sono stati la chiusura di un cerchio. Ma la verità è che se si chiude la porta in gloria non c'è bisogno di molta psicologia: la fortuna è poter vivere due volte in un'esistenza, e quella dopo non può fare paura.
Insomma: c'è una generazione di trentacinquenni (e non solo) che ci ha fatto sognare sostenendo la nostra sete di vittorie. A loro possiamo solo dire grazie. E in attesa di risolvere il mistero Brignone (o meglio di sapere quello che le dirà il suo ginocchio) ecco l'addio di Dorothea Wierer, la ragazza che ci ha fatto innamorare del biathlon, la terza atleta di sempre uomini compresi ad aver vinto in tutti i sette formati della sua disciplina. In bacheca ha quattro titoli mondiali (e 12 medaglie complessive), due coppe del mondo generali, un argento e tre bronzi olimpici, l'ultimo dei quali proprio nella sua Anterselva in staffetta. Però è il quinto posto nella gara finale che le resterà nel cuore: "Tutto questo affetto mi ripaga dei sacrifici... è stato un lungo viaggio e non avrei mai immaginato di ricevere così tanto affetto. Grazie a tutti i tifosi ho capito quanto sia importante essere se stessi, rispettosi e riuscire a trasmettere emozioni non solo tramite il risultato". Perché poi alla ragazza di montagna non è mai piaciuto competere nel gelo. E questo l'accomuna a Francesca Lollobrigida, la regina dei pattini, mamma (così come Dorothea ha detto di voler finalmente diventare) e romana de Roma, il che farebbe a pugni col ghiaccio. Ma lo sport è sacrificio, soprattutto se si può finire con due medaglie d'oro e tanta felicità, nonostante le lacrime del quarto posto dell'ultima sfida nella mass start: "Penso di fermarmi: voglio allargare la famiglia".
Che dire poi di Federico Pellegrino: avrebbe voluto terminare con la 50 km di fondo ma è stato battuto dall'influenza. Eppure potrà dire di essersi tolto gli sci con un bronzo al collo, quello del team sprint: "Il mio futuro? Me lo chiedo da quando sono diventato padre". Lo scoprirà presto, così come sarà per Lukas Hofer, che a 38 anni è diventato il biathleta con più gare a cinque cerchi (28): "Nell'ultimo giro mi è scappata una lacrimuccia".
La vita è così: come dice la Lollobrigida "ora scopriremo come funziona". Il primo passo sarà per lei e Arianna Fontana ("metabolizzo e decido, ma coi Giochi ho chiuso"), quello di andare domani ospiti a Sanremo. Come dire: benvenuti nel mondo.