di Lucia Galli
Domani potrebbe essere il grande giorno che annulla le 292 albe senza gare da quel maledetto 3 aprile. Federica Brignone è a un bivio, ma soprattutto sta bene. Dopo essersi allenata anche a Plan De Corones deciderà in queste ore se sia giunto o meno il momento di cimentarsi di nuovo oltre il cancelletto di partenza, con cronometro e concorrenza.
Per partecipare ai Giochi non le serve qualificarsi, forte dei suoi successi e dei punti. Anzi, paradossalmente, aprendo un cancelletto di Coppa interromperà lo status di infortunata, rischiando di alzare i pettorali di partenza, ma lei sceglie sempre la via più difficile, quella del confronto sul campo. In allenamento i riscontri sono buoni. Il ginocchio ad ogni piega fa un poco più male fra i pali che in velocità: queste le voci. Però Brignone è gigante nel dna: questa è la disciplina che l'ha resa la più forte azzurra di sempre. Difficile che non ci volesse provare prima di Cortina.
Settimana prossima avrà, invece, la possibilità di fare un confronto nelle prove veloci, in agenda a Crans Montana, altra località che ha nel cuore. Ci saranno una discesa, di cui è fresca campionessa in Coppa e superG la sua disciplina d'elezione, in cui e vicecampionessa mondiale. Oggi Brignone avrebbe voluto prendere una decisione dopo la classica sciata in pista. Invece le alte temperature hanno indotto gli organizzatori a preservare il tracciato, cancellando il test. Brignone sceglierà quindi a secco che cosa fare. Intanto ieri a Tarvisio Aicher si è presa il superG su Vonn (20/100), sempre a podio in stagione (tranne un quarto posto!) e Ledecka (94/100). Sesta Goggia che parla comunque di prova solida e sarà al via domani sulla Erta (Tv: Rai 2 ed Eurosport alle 10.30 e 13.
30), insieme a Della Mea, Zenere, Ghisalberti, Collomb, Pomarè, Pazzaglia e Trocker. A Wengen Mc Grath si lascia dietro tutti anche i norvegesi, sia in versione carioca come Braathen (47/100), sia l'eterno Kristoffersen (81/100). Vinatzer 13°.