Si è chiuso all'Arena Santa Giulia il test event di hockey, l'ultimo tassello mancante verso Milano Cortina. Ed era anche, ammettono gli organizzatori, quello che preoccupava di più. L'impianto non è ancora completato e mancano appena 24 giorni alla prima partita olimpica. "Essere preoccupati è il nostro mestiere", ha tagliato corto Andrea Varnier, amministratore delegato della Fondazione Milano Cortina. "Vedere gli atleti giocare sul ghiaccio è già un grande sollievo: i Giochi si possono fare".
Il test ha promosso il campo gara, mentre resta molto lavoro sull'arena nel suo complesso. Ma la priorità era il ghiaccio, e l'obiettivo è stato centrato. Anche se il piccolo buco comparso il primo giorno due centimetri circa è diventato virale, tra ironie e sfottò social. Un incidente "normale", chiarisce la Fondazione, tipico dell'avvio di una pista nuova. "Sistemato in pochi minuti", conferma Christophe Dubi, direttore esecutivo del Cio. "Un mese fa questa arena non era così. Oggi, secondo federazione internazionale ed esperti, il ghiaccio è ottimo".
Ogni giorno lavorano qui oltre mille operai. "Saremo pronti", assicura Dubi. Restano sullo sfondo i dubbi della NHL, che aveva ventilato l'ipotesi di non liberare i suoi giocatori per ragioni di sicurezza (ghiaccio ritenuto non performante e le misure del campo minori rispetto a quelle dell'hockey Usa).
Ma il presidente della federazione internazionale, Luc Tardif, smorza le tensioni: "Ho accompagnato tutte le delegazioni in visita, spogliatoi compresi. Tre partite di fila sabato, ghiaccio sempre perfetto. Non c'è motivo perché la NHL non venga". Il conto alla rovescia, ora, corre davvero.