Felipe Melo difende Neymar: "Peccato non aver giocato contro quel razzista di..."

L'ex giocatore di Inter e Juventus, Felipe Melo, ha dimostrato a modo suo solidarietà al suo amico Neymar per l'episodio di razzismo subito in Psg-Marsiglia: "Ben fatto"

Il big match di Ligue 1 tra il Psg di Tuchel e il Marsiglia di Villas-Boas si è trasformato in una rissa da far west. A farne le spese cinque calciatori, due tra gli ospiti e tre tra i parigini tra cui un nome eccellente: Neymar. Il brasiliano è stato espulso dal direttore di gara solo dopo aver consultato il Var per aver rifilato un pugno ad Alvaro Gonzalez reo di averlo insultato a sfondo razziale: "Chiudi quella bocca scimmia", sarebbe stato l'insulto che ha scatenato l'ira funesta del 28enne ex Barcellona e Santos che ha poi continuato la sua guerra sui social: "Mi pento solo di non avergli dato una testata".

Felipe Melo in tackle

Neymar ha incassato la solidarietà da parte di diversi colleghi, uno tra loro l'ex centrocampista di Inter e Juventus Felipe Melo. Il connazionale di O'Ney ha risposto commentato il tweet del giocatore del Psg: "L'unica cosa di cui mi pento è solo di non avergli rifilato una testata". Il commento di Felipe Melo non si è fatto attendere e come al solito ha dimostrato tutta la sua grinta e il suo carattere fumantino: "Ben fatto. Peccato non aver giocato contro quel razzista di m...".

Solidarietà social

Dani Alves ex giocatore di Barcellona e Psg e compagno di squadra di Neymar in nazionale ha voluto far sentire la vicinanza al 28enne per questo epidosio di razzismo: "Nello sport come nella vita, siamo lì per ispirare le persone, per trasformare positivamente le loro vite e non c’è spazio per le persone che proclamano odio o razzismo. Non essere guidato dall’odio fratello mio, che tu possa portare sempre la pace e la gentilezza. Quella che porti nella tua anima. L’amore è l’unico modo per combattere l’odio, anche se ferisce momentaneamente la nostra natura! Ti amo fratello mio".

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Commenti

madrud

Mar, 15/09/2020 - 17:44

Tutti a difendere chi è violento con i fatti a danno di chi lo è con le parole. Sarò all'antica, ma mi pare enormemente più grave quanto ha fatto lui e pertanto lo squalificherei almeno con il doppio delle giornate del suo provocatore. È assurdo che per giustificare la propria condotta costui tiri in ballo il razzismo. Sul campo gli insulti si fanno e si ricevono, ma esiste un limite che è quello di non aggredire fisicamente.