All'Inter non bastano pistolero e paratutto

Doppietta di Icardi, Handanovic annulla un rigore. Nerazzurri migliorati ma il Verona pareggia all'89'. E Mazzarri esce ancora una volta tra le contestazioni

Maurito Icardi esulto dopo il suo primo goal contro il Verona
Maurito Icardi esulto dopo il suo primo goal contro il Verona

L'Inter dei pasticci impossibili non si smentisce mai e sono stati fischi. Trascinata dai gol del gran pistolero Maurito Icardi, ora sono sette, e dalle manone salvavita di Handanovic, è andata a schiantarsi sull'idea degli ultimi due arrivati: tacco di Saviola per la conclusione devastante di Nico Lopez. Partita dal tango sudamericano, storie argentine e uruguaiane. Ma poi sono sofferenze da vecchia Inter. Difesa al solito tremebonda, gioco migliorato nella voglia di muoversi e proporsi, Inter in dieci per mezza partita, Mazzarri che richiama Icardi negli ultimi minuti.

Ieri sera Mazzarri è stato accolto con un bel laser in faccia, giusto per non negarsi nulla. Per il pubblico non c'è armistizio, al massimo sopportazione. Thohir in tribuna avrà maledetto l'idea dopo una decina di minuti: il gol di Toni è stato figlio di un balletto da ridolini della difesa nerazzurra. Un gran contropiede di Hallfredsson, il trio sventura interista affannato a coprire le posizioni: dal cross di Christodoulopoulos alla girata al volo di Toni è stato un attimo. Terzo gol in campionato, bjoux calcistico che aveva avuto un'anteprima con il primo affanno di Vidic e Juan Jesus a contenere il gigantone del Verona che, alla sua baldanzosa età, ha dato due metri sullo scatto al brasiliano(!!).

Partita subito da doccia fredda, pioggia a parte che, ieri sera, è scesa copiosa. Per fortuna dei pochi intimi di San Siro (27mila spettatori) l'Inter ha velocemente recuperato il senso di un gioco. Diciamo il suo gioco. Sulle fasce si sono dati gran daffare Dodò e soprattutto Nagatomo che sulla destra, in compagnia del pasticcione Ranocchia, ha tenuto sotto scacco la difesa veronese lentamente arroccata su se stessa. Gli attaccanti nerazzurri hanno cominciato a muoversi di più, ad entrare e uscire dall'area, a cercare spazi tenendo le gambe in moto perpetuo: uno dei segreti del calcio vincente. I centrocampisti hanno battagliato con grande determinazione. Ed infatti, l'Inter, per una ventina di minuti, ha tenuto sotto tiro l'area veronese. Otto minuti per raggiungere il pari e rimettere in sesto la partita: cross avventuroso di Ranocchia, finalmente Palacio a metterci la capoccia, un altro assist della sua recente serie per il sinistro killer di Icardi.

Inter rimessa in volo e strizzata d'occhio della buona stella al Verona, un minuto dopo, quando un siluro di Kuzmanovic è finito sul pari. Segnali di ripresa che si sono accompagnati al continuo ritrarsi del Verona. Inter più arrembante. Proprio il Kuz ha fatto la parte della una lama affilata per infilarsi in area: gran correre e voglia di giocare che spingeranno la squadra a proporre altri pericoli. Andrà sempre male, che fossero Vidic (che si ripeterà anche nel finale di partita) o Palacio o Dodò a cercare il tiro. Con Rafael che ha messo del suo nelle respinte decisive. Così come Handanovic, a fine primo tempo, sul cross teso di Christodoulopoulos.

Tutto sommato partita giocata senza calcio raffinato, ma con molto agonistico e quei colpi di scena che non stancano mai. Per esempio quei primi sei minuti della ripresa, quando Palacio, sfortunato sempre al tiro ma fantastico assist man, ha pescato ancora il buco d'area dove si è infilato il piede di Icardi, invano ostacolato da Marquez. È bastato vedere il faccione soddisfatto di Thohir per capire che così gli piace, ma è bastato lo scorrere di un minuto per pescare Medel a braccia alzate in area davanti a Gomez: azione inconsulta,un po' stupida. Giustificato il rigore e il giallo al centrocampista espulso per doppia ammonizione(era l'unico ammonito della partita). Che pensare? Situazione da mani nei capelli, se Handanovic non avesse rispolverato la specialità sua e parato il rigore a Toni: terzo della collezione annuale. Niente male per rianimare l'Inter e il pubblico. Poi, in dieci, non é stata una passeggiata: c'è voluta la benevolenza della traversa, sulla bomba dell'inafferrabile Christodoulopoulos, per evitare il mal di cuore. E,infine, quel gran pasticcio dei soliti distrattoni ha restituito il malumore. Milan 17 punti, Inter 16: si avvicina un derby della mutua.

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