"Flavia mio coach? No, fa già la moglie..."

Fognini e il futuro: «Nonostante gli infortuni sono ancora nei primi 50»

"Flavia mio coach? No, fa già la moglie..."

Nuovo team, nuovo sponsor tecnico, nuova vita. «Mi fa piacere abbiano capito che sono un po' cambiato» dice Fabio Fognini, che riparte di Hydrogen vestito («Come modello se la cava benissimo» dice lo stilista e proprietario del marchio Alberto Bresci) e dopo un 2016 sull'altalena. Il bicchiere pienissimo è il matrimonio con Flavia Pennetta, che non sarà la sua nuova allenatrice dopo il divorzio tecnico con Josè Perlas: «Ci avete creduto, eh? Ma scherzavamo. Flavia è meglio che faccia la moglie, che mi deve già sopportare abbastanza». Quello mezzo vuoto è una stagione che lo ha visto vincere un torneo ma anche saltare un terzo della stagione per infortunio: «Ma l'ho gestita bene, sono ancora tra i primi 50 del mondo».

Insomma Fabio, che tennis sarà?

«Spero buono: a giorni comunicherò la mia nuova squadra e comincerò ad allenarmi duro. Devo tornare numero uno al mondo e ripartire all'assalto della Top 10. Prometto a tutti di rimettermi sotto».

E allora che Fognini sarà, soprattutto?

«Di sicuro il matrimonio mi ha appunto cambiato: mi sono molto calmato in campo. Diciamo che non sono più un bambino e sono contento che si noti».

Troverai anche una classifica cambiata: Murray in cima.

«Se lo merita, per tutto quello che ha fatto negli ultimi mesi.È il suo momento. Però prima di dare per morto Djokovic...».

È in flessione, diciamo tutti.

«Normale, succede a tutti gli sportivi che arrivano all'apice. Arriva il momento in cui la testa non regge e il fisico comincia a dare segnali di stanchezza. Ma vorrei ricordare una cosa...».

Prego.

«Per Nole essere in declino vuol dire arrivare in finale al Masters. Non so se mi spiego».

Perfettamente. Nel 2017 torneranno anche Federer e Nadal: differenze?

«Sono due grandi campioni, difficile dire però cosa può succedere. Mi sbilancio un po': faccio fatica a dire che rivedremo Rafa lottare per il numero 1. Siccome però stiamo parlando di uno che ha vinto 9 volte Parigi ed è resuscitato più volte, non si sa mai...».

E di Roger che dici?

«Roger? Beato lui, a 35 anni ha ancora voglia di lottare. Da suo collega posso solo dirti che sono molto contento: è l'unico per cui pagherei il biglietto per vederlo giocare».

Fognini invece di anni ne ha un po' meno: sarà ancora lì a lottare a lungo?

«Confesso: in campo a 35 anni non mi ci vedo. Penso all'anno che viene, che è meglio».

Magari poi invece vedremo Fabio insegnare tennis...

«Io allenatore? Guarda, per come sono fatto non mi ci vedo proprio. Però venisse fuori un altro pazzo come Kyrgios, chissà: avrei tante cose da spiegargli...»

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