Formula1, ipotesi slittamento nuovo regolamento al 2022

Con il calendario 2020 ancora in bilico e senza date certe, nove squadre su dieci sarebbero d'accordo a far slittare al 2022 il grande cambio regolamentare previsto nel 2021: le monoposto attuali correrebbero inoltre il rischio di diventare modelli da esposizione semi-inutilizzati

Formula1, la rivoluzione regolamentare pianificata per il 2021 potrebbe slittare di un anno: questo il rumor che arriva dalla Germania riportato da Auto Motor und Sport.

Una ipotesi che aveva preso forma venerdì, quando le squadre mestamente preparavano i bagagli per rientrare dal mancato Gran Premio dell’Australia: il pasticcio organizzativo, le preoccupazioni delle scuderie e l’incertezza per il domani mentre il virus si espandeva, le cause principali.

Analizziamo le varie sfaccettature partendo dalle monoposto. Quelle che vedremo nel primo Gran Premio stagionale non saranno le medesime fotografate a Melbourne: l’evoluzione aerodinamica e i simulatori non si fermano, relegando quindi queste prime versioni a modelli mai utilizzati in gara.

Il discorso attualmente varia in base alle sedi: chi come Mercedes, Red Bull e Williams ha dimora in Inghilterra, potrà continuare a lavorare in fabbrica seguendo le indicazioni dello stato inglese. Ferrari GES invece rimarrà chiusa almeno fino al 27 marzo, subendo da questo punto di vista un handicap rispetto alla concorrenza.

Giovedì 20 marzo, attraverso una videoconferenza tra Liberty Media, FIA e i vari team principal, si delineerà l’idea del nuovo calendario 2020 e la possibilità di chiudere forzatamente gli stabilimenti in modo da mantenere una linea comune.

Per assurdo, quella che avrebbe dovuto essere la stagione più lunga di sempre con 22 tappe, rischia di diventare una delle più brevi degli ultimi anni. Dopo la pessima figura maturata a Melbourne, Chase Carey e Liberty Media dovranno segnare una rotta certa, onde evitare di muovere il Circus con conseguente rischio sanitario inutile per tutto il personale. Nuovamente.

Per questo motivo e vista la situazione Coronavirus in Europa, il Gran Premio di Monaco del 24 maggio parrebbe saltare, facendo diventare la tappa di Baku al 7 giugno la nuova inaugurale. Un calendario di 29 weekend totali prima di Natale, sufficienti per incastrare verosimilmente 18 appuntamenti con una pausa estiva ridotta al minimo e garantire la giusta tempistica a spostamenti internazionali stravolti.

Nel caso però a livello sanitario si rendano necessarie ulteriori precauzioni, con conseguenti successive cancellazioni, si prospetta all’orizzonte il problema economico: a parte la triade di punta, Ferrari Mercedes e Red Bull, tutte le altre squadre hanno negli introiti derivanti dalla partecipazione ai Gran Premi uno dei cardini economici per la sopravvivenza.

La commistione di tutti questi fattori ha quindi spinto verso una decisione drastica quanto necessaria: rimandare il salto regolamentare previsto per il 2021 all’anno successivo. Questo per sfruttare completamente l’investimento tecnico utilizzato (ancora in forse) per il 2020 e permettere ai piccoli team di respirare.

L’ipotesi è molto realistica e nove squadre su dieci si sono espresse positivamente durante una conference call diretta con Chase Carey: verrebbero omologati e ritenuti validi telaio, sospensioni e trasmissioni. In dubbio ancora la Ferrari, che ha preso tempo per decidere fino a domani.

Un’idea che nel quadro di buio assoluto attuale pare la quadratura del cerchio: il risparmio economico, l’impegno tecnico e organizzativo richiesto per una stagione traslata e compressa a fine anno quasi a cavallo della successiva, le monoposto fortemente migliorate in fabbrica… Tante le giustificazioni valide dalla parte dei team.

A cui aggiungere il versante spettatori: i test di Barcellona hanno fatto intravedere una griglia verosimilmente compatta, combattuta come non appariva da tempo. I tre top team sono sembrati più vicini rispetto al passato e in compagnia della “ispirata” nuova Racing Point; al contempo il centro classifica si delinea compatto con la Williams più in forma della scorsa, sciagurata, stagione. La stabilità regolamentare perdurante da anni potrebbe riportare più che mai a una Formula1 combattuta ed emozionante, senza necessità di nuovi e incerti stravolgimenti. Coronavirus permettendo.

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