A poche settimane dal debutto italiano della Coppa America a Cagliari con regate a bordo degli AC 40 dal 22 al 24 maggio l'orizzonte dell'evento non è del tutto limpido. La cosa buona è che Luna Rossa naviga con due fortissimi equipaggi completi. Quello maturo con la formidabile coppia formata da Peter Burling (per tre volte vincitore della Coppa) e Ruggero Tita (due ori olimpici), quello junior con Marco Gradoni e Margherita Porro a Napoli vincitori degli eventi dedicati ai giovani e alle donne. Ma qualche nuvola su Bagnoli esiste. Sono contestazioni sui lavori che riguardano l'area dove sorgeranno le basi dei team. Nuvole anche a New York, dove l'ex velista John Sweeney ha richiesto una azione legale contro America's Cup Partership, il nuovo organo di governo dell'evento. Le possibilità concrete che paralizzi la Coppa sono modeste nonostante le minacce di riportare il trofeo a New York, tuttavia è una rottura di scatole che potrebbe comunque ritardare l'evento.
Tra chi esprime parere tutto negativo verso il nuovo assetto di governance ACP c'è Cino Ricci, l'uomo che ha accompagnato gli italiani alla scoperta del mondo della vela. Prima in barca, partecipando come skipper a regate come l'Admiral's Cup e l'America's Cup con Azzurra e poi come commentatore televisivo delle sfide del Moro di Venezia e Luna Rossa usando l' ironia e rendendo tutto più comprensibile.
Cino, ma a lei questo nuovo assetto della Coppa piace?
"No, non mi piace. Il ragionamento è questo: noi velisti abbiamo avuto per un secolo e mezzo l'orgoglio di partecipare alla manifestazione più glorificata che ci sia. Era talmente difficile vincerla che soltanto degli eletti potevano tentare di prenderla. Adesso l'abbiamo venduta per soldi, piano piano diventerà sempre più possibile conquistarla. Se è facile prenderla si svaluta. Se possono vincerla in pochi è leggenda, se si può andare a vincere con un gruppo di fannulloni cala di valore. Insomma per me abbiamo buttato via un valore enorme".
Valore o leggenda?
"Mancheranno tutti quelli che hanno sfidato le regole impossibili che nel tempo sono state inventate per impedire agli inglesi di riconquistare la Coppa. Una volta tutti si toglievano il cappello di fronte alla Coppa adesso può diventare uno dei tanti campionati. Quando vinci un mondiale puoi dire che hai il titolo per un anno, poi passa. Sulla Coppa America viene inciso il nome e non può essere cancellato, fino a quando la Coppa non verrà fusa tu sei quello che ha vinto la Coppa. Quello che ha battuto tutte le regole infernali e leggendarie".
Almeno il foiling le piace?
"No Nella Coppa manca anche l'altro ingrediente: la vela. Per salire in barca dovevi essere un velista e quello lo hanno cancellato. A chi mi dice vedrai che funzionerà io dico aspettiamo per dirlo".
Come si vince la Coppa?
"Per vincere la Coppa la gente deve essere innamorata prima della Coppa, un amore sfegatato e avere tanto orgoglio dentro da buttarlo tutto nell'impresa. Ma non uno solo, tutto il team deve provare questo sentimento.
Il team deve volersi bene in modo che ognuno sia in grado di migliorare quello che ha di fianco. Ci deve essere una tal compattezza da essere una cosa sola. Non ci può essere una accozzaglia di gente che si odia, che si fa le scarpe come ho visto in molti team".