Leggi il settimanale

I numeri non mentono: Sinner fatica a vincere i "match-maratona"

Otto sconfitte su 8 nelle partite durate più di 4 ore. Tenuta fisica e mentale: ecco dove può migliorare

I numeri non mentono: Sinner fatica a vincere i "match-maratona"
00:00 00:00

Appunti sparsi di una sconfitta. Che, prima di tutto, non è un dramma: in fondo si parla di tennis, sport in cui perdere è più normale che vincere. Solo che Sinner ce lo ha fatto scordare. Il giorno dopo, però, il tonfo con Djokovic faceva ancora male: "Ho dato il massimo, non era la mia giornata. Ora si riparte", il messaggio sui social. A pensarci bene, sul taccuino resta qualcos'altro.

LA PREPARAZIONE Se si fa un raffronto tra il Sinner australe del 2025 e quello del 2026, si nota la differenza: non ha mai dato, se non a sprazzi, l'idea di essere al meglio (e non stava bene neppure in semifinale). Si è visto nei primi due set con Darderi e un po' con Shelton. Per il resto nell'aria c'era sempre qualcosa di strano.

IL FISICO E LA MENTE Spesso vanno di pari passo, e qui torniamo ai crampi nel match con Spizzirri. Sì, il caldo era torrido: ma perché capita a lui? Quello di Sinner è un meccanismo delicato, agli esperti l'ardua sentenza (vedi sotto).

LA PARTITA Djokovic è Djokovic, in più arrivato in semifinale dopo due ritiri degli avversari. Più fresco? Sicuro, ma ci sono anche 15 anni in più. Nei numeri Jannik è stato avanti in tutto, tranne che nell'ormai celebre 2 su 18 delle palle break: un po' è stato Novak a salvarle, ma un po' è stato braccino (quell'orribile drittaccio su una seconda molle). Insomma: inutile fare più punti se si mancano i decisivi.

I MIGLIORAMENTI Jannik lo ripete sempre, soprattutto riguardo al servizio. Ma dopo 26 ace c'è poco da dire, se non che serve continuità. Invece parliamo delle partite finite al 5° set: facendo un paragone, Alcaraz in carriera ne ha vinte fin qui 15 su 16, Sinner 6 su 17. In più c'è il dato di zero successi su otto partite finite oltre le 4 ore di gioco. Che succede? Energie da distribuire meglio? Ansia nascosta sotto la poker face? (vedi sopra).

LA COMUNICAZIONE "Musetti? Non ho visto, stavo dormendo". Le conferenze stampa di Jannik nascondono spesso un inciampo: arriva con la faccia scura, risponde molti "non voglio dire". Anche quando vince. Commentò una volta: "Vengo perché mi obbligano, non è questo il mio mestiere". Eppure i grandi campioni a volte vincono le partite anche con una frase giusta al momento giusto. Tipo Djokovic, per dire.

IL FUTURO Alla fine niente di grave: Jannik è speciale, tornerà numero uno e vincerà altri Slam. Come ha detto Nadal "la sua forza è imparare dalle sconfitte".

Consiglio non richiesto: dovrebbe anche aprirsi al mondo un po' di più (il paragone con Alcaraz è stridente), e non solo per dovere di sponsor. Superando barriere (auto)imposte. Per esempio: la sua fondazione presentata mesi fa a porte chiuse, su quali progetti sta lavorando? Saperlo renderebbe Sinner più grande di quanto già sia.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica