Un'ultima giornata ricca di emozioni per l'Italia ai Mondiali indoor di Torun, dove brillano le medaglie d'argento di Larissa Iapichino e Mattia Furlani nel salto in lungo. Due gare dall'andamento opposto, ma due splendidi secondi posti: entrambi gli azzurri hanno mostrato la stessa capacità di non sentire la pressione nel momento importante, riuscendo a migliorarsi e a fare un ulteriore salto avanti nell'Olimpo dello sport italiano.
La gara della fiorentina inizia a rilento con quattro salti ravvicinati ma lontani dalle medaglie: prima del quinto salto l'azzurra è settima, fuori dalle prime 6 posizioni valevoli per l'ultimo salto. Quando tutto sembra finito Iapichino reagisce da campionessa e trova le forze per cambiare faccia alla gara: una rincorsa veloce, un'asse di battuta perfetto ed un volo a 6.84 che la porta in testa alla classifica. De Sousa risponde con un 6.92 e torna davanti a Larissa che nell'ultimo tentativo si migliora ancora di 3 centimetri e consolida l'argento. Una gara destinata a diventare importante per la carriera di Clarissa che le consegna la prima medaglia iridata della carriera a 29 anni dal successo di mamma Fiona May nei Mondiali indoor di Parigi 1997.
Furlani abdica invece dopo il successo di 12 mesi fa, ma lo fa a testa altissima. Il campione del mondo uscente inizia bene con due buone misure che lo portano subito in zona medaglia. Come per Larissa anche per Mattia la svolta arriva nel quinto tentativo: l'azzurro sfrutta tutta la pedana, salta lunghissimo, atterra a 8.39 e si prende provvisoriamente la testa della classifica. Nell'ultima tornata di salti il portoghese Balde vola a 8.45 e spezza i sogni di gloria dell'italiano, che però festeggia ugualmente un grandissimo argento e il primato personale eguagliato per la seconda volta in stagione.
Una medaglia che dice tanto sulla costanza di rendimento di Furlani, che quando conta riesce sempre a gettare il cuore oltre all'ostacolo confermandosi tra i migliori del mondo.
Al di sotto delle aspettative Leonardo Fabbri settimo al termine di una gara da dimenticare in cui si è fermato lontano dalle misure fatte vedere in stagione. Federico Riva accarezza a lungo la medaglia nei 1500, ma sul rettilineo finale paga le tante energie perse nella fase centrale della corsa e chiude in settima posizione.