Idea super green pass. Ma i 25 No Vax del calcio sono già in fuorigioco

I tecnici per l'obbligo vaccinale, ma bastano i divieti in vigore per escludere gli irriducibili

Idea super green pass. Ma i 25 No Vax del calcio sono già in fuorigioco

Tre giorni per disciplinare l'intervento delle asl nel calcio in particolare e nello sport italiano. È cominciato ieri il primo vertice, con l'intervento dei tecnici di alcune federazioni più il capo di gabinetto del ministro Speranza (assente la Lega di serie A), proseguirà oggi con l'intervento dei numeri uno dello sport italiano, Malagò, Gravina più altri presidenti di federazioni e si concluderà infine mercoledì con la conferenza stato-regioni presieduta dal ministro Gelmini. Risultato? Niente di fatto, per ora. I due inviati della federcalcio hanno confermato la posizione di Gravina, nota da tempo. In sintesi è la seguente: esistono un protocollo del 2020 e il decreto del dicembre 2021 che disciplinano la questione in modo soddisfacente. Basta il rispetto scrupoloso di questi due documenti per risolvere il contenzioso con le asl.

Tra gli altri argomenti è emerso a un certo punto una ipotesi: quella di introdurre, per gli atleti, l'obbligo vaccinale. L'obiezione del funzionario del ministero della Salute è stata didascalica. Ha chiesto all'interlocutore: «Lei sa che per ottenere un provvedimento del genere occorrerebbe una legge dello stato?». Silenzio generale, imbarazzato, e fine della discussione. Anche perché, per quel che riguarda il calcio, la questione è riferita a - secondo stime attendibili - un massimo di 25 calciatori o 29. È vero che per raggiungere il posto di lavoro (stadio) basterebbe loro un tampone negativo ma è altrettanto vero che non potrebbero viaggiare nella bolla, partecipare ai ritiri, andare nei ristoranti e alberghi. Perciò qualcuno ha ricordato che il presidente di una federazione di sport invernale ha dichiarato qualche giorno fa: «Chi non si vaccina non va alle olimpiadi». Fine della discussione.

Nel frattempo la serie A continua a fare i conti con l'ondata Omicron. Ieri a Udine sono emersi altri due positivi di cui uno reduce dalla partita di domenica pomeriggio con l'Atalanta, mentre il club friulano ha preannunciato ricorso avverso «la regolarità della gara disputata». Mihajlovic, in partenza per Cagliari, è alle prese con la conta dei disponibili. Ne ha 5 con il Covid (Hickeyu, Medel, Mallo, Santander e Vignato) più 3 primavera più 2 in coppa d'Africa (Barrow e Mbaye) e quindi deve arrangiarsi. «In regime di partite con 5 cambi a disposizione, stabilire la regola del minimo 13 disponibili di cui un portiere sembrerebbe fatto apposta per il calcio a sette!» la sua battuta. Il presidente del Torino Urbano Cairo, infine, è tornato alla carica sul tema del protocollo di recente approvato dalla Lega di serie A. «Bisogna rivederlo e per farlo dare vita a una commissione tecnica stile Premier» il suo punto di vista. Poiché non è il solo a pensarla così, ieri sera è partita per i presidenti dei club la convocazione di un'altra assemblea straordinaria da tenersi giovedì 13 gennaio. All'ordine del giorno un aggiornamento sulla questione della pandemia. Non è escluso che si ridiscuta il protocollo in alcuni numeri.

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