"La Juventus deve ripartire da Spalletti. Luciano è l'uomo giusto per riportare i bianconeri a lottare per lo Scudetto nella prossima stagione. Dal suo arrivo si è vista una netta crescita sul piano del gioco: adesso i giocatori hanno un'identità tattica ben precisa e sono tornati in piena corsa per il quarto posto. Da questa base bisogna ripartire. A patto che la società si assuma il compito di supportare Spalletti con acquisti all'altezza. Servono calciatori forti, gente da Juve". Firmato Penna Bianca, alias Fabrizio Ravanelli. L'uomo che un suo gol in finale nel 1996 griffò l'ultimo trionfo in Champions League della Vecchia Signora. Chi meglio di lui per analizzare le prospettive juventine per il presente e soprattutto il futuro.
Cosa manca alla Juve per arrivare al livello dell'Inter?
"Servono 3-4 innesti di alto livello. Bisogna tornare ad avere uno zoccolo duro di calciatori italiani. Per questo farei di tutto per riportare Sandro Tonali in Serie A: sarebbe l'ideale per la mediana bianconera. E poi per la fascia andrei all'assalto di Palestra".
In attacco invece?
"Osimhen sarebbe perfetto per il gioco di Spalletti, ma la clausola ne impedisce il ritorno in Italia almeno fino al 2027. Vlahovic se ha voglia di restare ed è motivato lo terrei, ma serve anche altro davanti".
Tipo quel Lewandowski che sembra essere il sogno dei tifosi juventini?
"Insomma. Per un anno va anche bene, ma col polacco vista l'età avanzata non costruisci nulla. Sarebbe soltanto un tampone per un anno, anche se di qualità".
Tra i pali invece?
"Prenderei un portiere esperto e di grande personalità che possa comandare la difesa. Nomi? Andrei sul Dibu Martinez, che non ha paura di niente e trasmette grande garra ai compagni".
Infine che ricetta consiglia alla Federazione per risollevarsi dalla crisi in cui è sprofondata?
"Nel calcio italiano c'è bisogno di una rivoluzione totale, a partire dai settori giovanili.
Per troppo tempo abbiamo messo la testa sotto la sabbia come gli struzzi, nascondendo i veri problemi che attanagliano il nostro calcio anche nelle categorie inferiori. In Bosnia abbiamo toccato il fondo. Ora servono persone di grande spessore calcistico e comunicativo come Paolo Maldini, Alex Del Piero o Billy Costacurta alla presidenza della FIGC".