Juventus, terminati gli ultimi tamponi ai calciatori: nessun positivo al coronavirus

Rugani, Matuidi e Dybala sono gli unici tre calciatori della Juventus positivi al coronavirus. Tutti gli altri tamponi effettuati hanno dato esito negativo

Nel giro di dieci giorni, tra l'11 e il 21 marzo, la Juventus ha dovuto riscontrare la positività di tre tesserati: il difensore Daniele Rugani è stato il primo, il centrocampista Blaise Matuidi è stato il secondo e l'attaccante Paulo Dybala ieri sera è stato l'ultimo contagiato dal coronavirus. Secondo quanto riportato da Sky Sport nella mattinata di oggi si sono conclusi gli ultimi esiti dei tamponi per gli altri calciatori che hanno dato tutti esito negativo.

Anche i sei calciatori della Juventus attualmente rientrati in patria sono tutti risultati negativi al tampone: Cristiano Ronaldo, Gonzalo Higuain, Rodrigo Bentancur, Miralem Pjanic, Sami Khedira e Douglas Costa stanno trascorrendo dunque il loro periodo di quarantena nei rispettivi paesi d'origine in attesa che la pandemia si fermi sia in Italia che in tutto il mondo.

I calciatori contagiati in Serie A sono dunque tredici distribuiti in quattro club: tre per la Juventus, tre per la Fiorentina, uno per l'Hellas Verona e ben sei per la Sampdoria la squadra maggiormente colpita dal coronavirus. Per il momento nelle altre sedici squadre del massimo campionato di calcio non ci sono da registare positività anche per le squadre che hanno avuto contatti ravvicinati con Fiorentina e Juventus come Udinese e Inter.

Il caso più "chiacchierato" è stato quello di Gonzalo Higuain che ha deciso, in accordo con la Juventus, di interrompere la quarantena per volare in Argentina per stare vicino alla madre malata di cancro e che dovrà sottoporsi alla chemioterapia. Il tampone del Pipita, naturalmente, aveva dato esito negativo ma il suo gesto è stato criticato con il fratello Nicola che nella giornata di ieri non ha usato mezze misure per respingere al mittente le accuse dirette al fratello: "Nostra madre lotta contro il cancro da quattro anni e continua a farlo ora, senza smettere la sua battaglia. Chiediamo un poco di rispetto e considerazione. E silenzio".

Ora bisogna solo augurarsi che non si verifichino più casi nel campionato italiano se si vorrà davvero riprendere gli allenamenti nel mese di aprile e soprattutto se si vorrà tornare in campo nel mese di maggio in una data ancora imprecisata tra il 2 e il 16 maggio: sempre coronavirus permettendo dato che la salute pubblica è la cosa da mettere al primo posto in questo momento delicato per tutto il mondo.

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