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L’Italia ha perso la strada: 100 giorni per ritrovarla

Un altro ko dopo l’Uruguay e a tre mesi dagli Europei preoccupa il gioco Male Pirlo, Matri e Thiago Motta. Bene Borini. Per gli Usa una vittoria storica

L’Italia ha perso la strada:  100 giorni per ritrovarla

Abbiamo perso tempo. Abbiamo buttato via una tiepida sera genovese per aspettare una Nazionale che non è riuscita a decollare e nemmeno a regalare il minimo sindacale in fatto di emozioni e giocate di qualche efficacia. Qui non è in discussione il risultato, sconfitta storica, che pure non è certo da esibire come una medaglia al petto (mai messi sotto dagli Usa, colmata questa lacuna per la serie non dobbiamo farci mancare niente), ma la prova complessiva dell’Italia di Prandelli, l’ultima prima degli Europei ormai alle porte (mancano 100 giorni). Prova deludente nel gioco, nel ritmo e anche nello spirito, a dimostrazione che l’amichevole incastrata nel periodo più caldo del campionato, dopo la sfida Milan-Juve colma di veleni, non ha molto senso. Fanno testo, in tal senso, i tanti precedenti che hanno scandito la vita tormentata dei ct, da Sacchi a Lippi. Con queste premesse, può diventare ancora più complicato chiedere ai club gli stage reclamati da Prandelli e per i quali ha denunciato «il muro d’incomprensione» delle società.

Se la sconfitta con l’Uruguay, a Roma, nel mese di novembre, lasciò l’amaro in bocca, quella di ieri a Genova può scavare molte buche nelle convinzioni del ct che ha provato anche a rivoluzionare i ranghi nella ripresa oltre che a modificare lo schieramento, passando dal rombo tradizionale, poco e male interpretato da Thiago Motta, al tridente offensivo incarnato dalla vivacità dell’esordiente Borini, ragazzo di 21 anni, capace di qualche incursione provvidenziale. È una delle poche note liete della serata, insieme alla performance di Ogbonna (molto meglio di Chiellini da centrale, lo juventino è riuscito nell’impresa di farsi ammonire): sarebbe stato meglio partire subito con il ragazzino invece di inseguire Matri che è finito cento volte nella trappola di fuorigioco senza avere il talento di un Pippo Inzaghi. Insoddisfacente anche la fattura del gioco, affidata come al solito a Pirlo che pure non è stato sottoposto a una cura speciale. I suoi ghirigori non hanno incantato gli americani, che sono fisicamente dei colossi e tecnicamente in grande progresso visto che la maggioranza del team di Klinsmann si è trasferito in Europa per andare a scuola. Bradley, per esempio, puntello del Chievo, ha dato una lezione al suo più famoso rivale riducendogli spazio e manovra senza mai ricorrere a falli o a interventi decisi.

Persino Buffon (accolto da applausi sinceri e da uno striscione polemico) e la sua scorta collaudata, Barzagli e Chiellini cioè (ma è meglio lasciarlo a fare il guardiano dell’argine invece che accentrarlo), hanno tradito qualche incertezza in occasione della stilettata di Dempsey arrivata all’improvviso, dieci minuti dopo l’inizio della ripresa. Thiago Motta è apparso in traiettoria Inter, ancora più macchinoso di lui Montolivo, giunto nella ripresa, Marchisio ha offerto un elettroencefalogramma piatto, come già denunciato a San Siro sabato scorso. Che abbia finito la benzina? È più di un sospetto, verrebbe da chiosare.

È vero, l’attacco di ieri, prima Matri con Giovinco, poi Pazzini più Giovinco e Borini, non è nemmeno parente della coppia titolare battezzata per l’Europeo e cioè Di Natale con Balotelli, uno corto e l’altro lungo, uno animale da area di rigore e l’altro genio e sregolatezza capace d’inventare qualcosa. L’assenza di Cassano è un deficit che non sarà possibile colmare. Prandelli non è il mago Otelma e non può inventarsi nient’altro di interessante. Ma forse è il caso di lasciarsi guidare dalla gioventù (Borini). Giovinco (che alla fine ha preso un brutto colpo) non ha colto la grande occasione per vincere le riserve mentali sulla sua sagoma: ha esibito qualche numero, un paio di tiri nel primo tempo senza rubare mai l’occhio. Bisognerà pregare per la salute di Totò e la tenuta nervosa di Mario se vogliamo assicurarci qualche chance. Buonanotte.

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