Il monito di Max Allegri risuona come un tuono possente nella sala stampa di Milanello: "Non è che una partita (col Napoli, ndr) deve destabilizzare il lavoro di un anno: a fine campionato ci metteremo lì e valuteremo tutto, cosa è stato fatto bene o male, ma con equilibrio e lucidità, senza farci travolgere dagli eventi. Perché se ci facciamo travolgere dagli eventi succede un disastro!".
È un avviso ai naviganti, qui intesi come tifosi e gruppo calciatori, oltre che management societario. Sono parole che documentano il momento difficile attraversato dal Milan che ha perso il secondo posto, è alla seconda trasferta (Lazio e Napoli; ndr) senza fare gol e si ritrova con la crisi dei suoi attaccanti di riferimento che restano poi Leao e Pulisic. La differenza tra girone d'andata (42 punti con 32 gol fatti e 15 subiti) e girone di ritorno (21 punti) è evidente e forse è venuto anche il tempo di procedere a qualche cambio per incassare energie mentali in più (Athekame al posto di Saelemaekers). Senza ricorrere necessariamente a un cambio di sistema di gioco. "Altrimenti sarebbe troppo facile invertire la tendenza in un campionato" la sua osservazione.
Allegri è sempre convinto che i giudizi dopo Napoli siano stati orientati dal risultato. "Se avessimo pareggiato cosa avrebbero detto?", la sua tesi risulta confermata anche dal fatto che senza un attaccante in doppia cifra è complicato pensare di pedinare da più vicino l'Inter capolista. Ma qui sul punto il tecnico non intende mettere in discussione la sua fiducia nella pattuglia che segna il passo da qualche tempo. "I gol arriveranno" è la convinzione aggiunta alla raccomandazione: "Non bisogna strafare".
La tentazione è ovvia quando senti che ti gira tutto storto. Pronta la risposta educata dedicata a Cassano, ossessionato da Allegri: "Ho avuto la fortuna di allenarlo, mi ricordava da vicino Ronaldinho. Se dice che ho avuto grande peso nel provocare il disastro nazionale mi fa un complimento perché vuol dire che ho esercitato un grande peso". Per questo alla fine Max rischia persino di commuoversi replicando alla stima di Modric, uno che rimarrebbe ancora al Milan con Allegri in panchina.
Sul futuro promette persino qualche clamoroso cambiamento. "Non sono un abitudinario" spiega. Ma il futuro è stasera a San Siro contro l'Udinese di Runjaic che precisa: "Da quando sono in Italia non ho ancora fatto un punto contro il Milan!".FOrd