Lazio-Napoli da ribaltone. Lotito e il sogno Scudetto soffiato a De Laurentiis

In estate AdL era il terzo incomodo per il titolo Dopo un girone il ruolo tocca ai biancocelesti

Qualcosa è cambiato, e anche in maniera radicale. La Lazio ospita il Napoli e lo fa arrivando alla partita di oggi da favorita. Strano, visto che negli ultimi 4 campionati i romani, negli scontri diretti, hanno conquistato appena un punto contro i 22 ottenuti dai partenopei. Anche la differenza reti è nettamente in favore dei campani (5 i gol segnati dalla Lazio, 23 quelli del Napoli). Uno strapotere. Non un caso che i partenopei, negli ultimi quattro campionati, siano sempre arrivati di fronte alla Lazio.

Oggi però la classifica dice tutt'altro. I biancocelesti, pur avendo giocato una partita in meno, hanno ben 15 punti di vantaggio. Meriti e colpe vanno ricercate nelle scelte strategiche dei due presidenti, Claudio Lotito e Aurelio De Laurentiis. In casa Lazio infatti, da qualche anno a questa parte, Lotito cerca di immischiarsi il meno possibile nelle scelte tecnico-tattiche. La squadra la mette su il direttore sportivo Igli Tare, la formazione la schiera il tecnico Simone Inzaghi. Non ci sono ingerenze, al massimo richiami all'ordine (famoso il video di una telefonata fra Lotito e Inzaghi in cui il presidente sgrida il tecnico per le troppe pretese). In casa Lazio insomma ognuno è chiamato a curare il proprio orticello. Per carità, poi bisogna rendere conto al padrone del terreno per le scelte fatte, ma i dipendenti hanno effettivamente carta bianca. Non solo: anche i giocatori vengono coccolati. Da Milinkovic-Savic (guadagna 3 milioni di euro all'anno più bonus) a Immobile (stessa cifra del serbo), fino a Correa (2,2 milioni) e Caicedo (2,5), a tutti i big, è stato rinnovato il contratto e alzato lo stipendio appena altri top club hanno chiesto informazioni per loro. Manca solo Luis Alberto, che però, guarda caso, è in trattativa con il club. La Lazio insomma cresce un passo dopo l'altro, senza fretta, con Lotito che fra società e squadra si circonda di uomini fidati ai quali dà anche i giusti riconoscimenti.

Al contrario in casa Napoli De Laurentiis, che pure ha ottenuto grandi risultati negli anni scorsi, ha sempre voluto dettare le proprie condizioni e questo, dalle discussioni per i diritti di immagine, fino a quelle relative alle proposte di calciomercato, non fa che creare tensioni. Ecco perché, goccia dopo goccia, il vaso è traboccato e, di conseguenza, caduto. Tenere giocatori importanti quali Callejon e Mertens senza riuscire a rinnovarne i contratti e trovandosi dunque con due leader in scadenza e destinati ad andare via non è di certo stata una strategia vincente. I ritiri imposti e le multe salate hanno fatto il resto, spaccando lo spogliatoio e mettendo in difficoltà Ancelotti prima e Gattuso ora. Ieri intanto è arrivata l'ufficialità dello slovacco Lobotka (20 milioni di euro più 4 di bonus al Celta Vigo, 1,8 al giocatore). Questo pomeriggio Lazio e Napoli si ritroveranno faccia a faccia. Con i biancocelesti che hanno preso il posto dei partenopei come terza incomoda nella corsa al titolo di Juve e Inter. Ma dovranno dimostrare proprio contro il Napoli che qualcosa rispetto al passato è cambiato. E in maniera radicale.

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