Lazio da rimonta. Immobile fa tris e "vede" Higuain

L'attaccante è a due gol dal record del Pipita. Scarpa d'oro: agganciato Lewandowski in testa

Pregi e difetti, tutti in una partita. La Lazio vince in rimonta a Verona contro l'Hellas per 4-1 e si porta a -1 dal secondo posto dell'Inter, agganciando l'Atalanta in terza posizione (ma i bergamaschi hanno il vantaggio degli scontri diretti).

La squadra di Inzaghi ha dimostrato di essere in grado di imporre il proprio gioco (nonostante le assenze di giocatori quali Lucas Leiva, Radu, Lazzari e il capitano Lulic), porgendo però il fianco attraverso le disattenzioni difensive. A sbagliare è, ancora una volta, il brasiliano Luiz Felipe, le cui qualità tecniche e atletiche sono evidenti tanto quanto i limiti di concentrazione. Il numero 3 biancoceleste, a pochi giorni di distanza, ha commesso esattamente lo stesso errore compiuto a Torino, contro la Juventus, in occasione del secondo gol di Cristiano Ronaldo. Ha infatti perso palla da ultimo uomo, commettendo poi fallo da rigore. Sono ormai un paio di stagioni che Luiz Felipe riesce a esaltarsi in gare importanti (a dicembre fu fra i migliori in campo nella Supercoppa vinta con la Juve), per poi far registrare blackout pericolosi nel corso della stagione. La Lazio però ha anche dimostrato di avere grande carattere: con quello di ieri a Verona sono ben 28 i punti conquistati dalla banda Inzaghi da situazione di svantaggio (ben 12 dei 13 post Coronavirus). I biancocelesti, fra l'altro, sono così saliti a quota 75 in campionato, stabilendo un nuovo record storico. Mai, in 120 anni, la Lazio era andata oltre i 72 punti (considerando i 3 punti a vittoria anche quando ne venivano assegnati 2). Immobile, autore del provvisorio 1-1 e del 4-1 aggancia Chinaglia, terzo miglior marcatore della storia della Lazio con 122 gol. Per quel che riguarda questa stagione l'attaccante partenopeo aggancia Lewandowski in testa alla classifica della Scarpa d'Oro ed è a -2 da Higuain, miglior marcatore di sempre in un'unica edizione della Serie A. Arrugginita nell'immediato post Coronavirus, la Lazio ci ha messo un po' per ritrovarsi, ma nelle ultime partite (compresa quella persa con la Juventus) ha dimostrato di esser tornata quella ammirata fino a fine febbraio. Dal punto di vista collettivo e individuale.

In vista della prossima stagione, quando, impegnata in Champions League, la squadra dovrà giocare una volta ogni tre giorni, cosa che quest'anno ha sempre sofferto, Inzaghi e il suo staff dovranno sistemare alcuni difetti per fare il salto di qualità. In parte i difetti si sono visti anche a Verona, esattamente come i pregi. Di squadra e individuali.

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