Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel ricevere al Quirinale le delegazioni di Lazio e Inter e gli arbitri della finale di Coppa Italia, ha affidato alle due squadre un compito fondamentale. "Il nostro calcio attraversa a livello internazionale una pausa, insolitamente e anche inspiegabilmente e non posso non esprimere un sentimento di rammarico perché non vediamo il nostro calcio in questo periodo competere per trofei di grande prestigio - così il capo dello Stato -. La sfida di domani sera (stasera, ndr) è importante: non soltanto la competizione per il trofeo ma anche questo rilancio del nostro calcio. Lo spettacolo che offrirete servirà a molti, di qualunque età, particolarmente ragazzi, per innamorarsi di più del calcio". E in una serata nella quale la Lazio riabbraccerà finalmente i suoi tifosi, a lungo assenti in questa stagione nei settori nevralgici dei supporter biancocelesti, Mattarella lancia un messaggio chiaro: "È stata evocata da tutti una condizione di correttezza, lealtà e spirito sportivo. Il misurarsi con se stessi anche grazie agli avversari. Per questo speriamo che l'appello sia raccolto dai tifosi: disarmare le parole e i comportamenti".
Per la Lazio questa finale rappresenta la svolta di una stagione più ombre che luci. "Abbiamo attraversato il deserto senz'acqua", hanno sottolineato il tecnico Sarri e capitan Zaccagni ma in Coppa è arrivata una cavalcata brillante con le eliminazioni in sequenza di Milan, Bologna e Atalanta. Maurizio Sarri di Coppe nazionali ne ha già perse due ai rigori, una in Italia con la Juve e una in Inghlterra con il Chelsea e stasera cercherà di sfatare la tradizione negativa. Anche se dovrà seguire la sfida dalla tribuna per squalifica. "È una partita talmente facile da inquadrare, bisognerà affrontarla con coraggio. Se la testa resta quella di sabato (3-0 per i nerazzurri, ndr), finisce lì. Servirà una mentalità diversa per applicare delle novità - così il tecnico biancoceleste -. Qualsiasi parola è quasi superflua, bisogna crederci fino alla follia.
Il trofeo deve essere dei giocatori e del pubblico, vogliamo dargli una soddisfazione perché anche per loro non venire allo stadio è stato faticoso e doloroso". Chiusura su Chivu: "Ha un approccio con una bella personalità, la squadra è forte e penso l'abbia sfruttata nella maniera giusta".