Leggi il settimanale

L'Inter ha fatto 13

Prodezza di Dimarco per l’1-0, rigore di Calha per la sicurezza. Ottava vittoria di fila e più 13 sul Milan. Preoccupa Bonny. Oggi tocca ai rossoneri ridurre il distacco in vista del derby

L'Inter ha fatto 13
00:00 00:00

Se il sinistro di Mario Corso ha scritto la leggenda nerazzurra in modo imperituro, e chi non c'era passi da YouTube, quello di Federico Dimarco sta pennellando pagine e pagine di cronaca con cui è destinato a entrare nella storia. Stavolta niente assist (sono 15), ma direttamente un gol (sono 6), e che gol, quello che dopo mezzora sblocca il risultato e sfonda l'arrocco su cui De Rossi ha costruito la partita del Genoa. Passaggio verticale di Mkhitaryan, tiro al volo a 2 passi da fondo campo: rasoterra, chirurgico, perfetto. Come perfetta è la serata dell'Inter, all'ottavo successo consecutivo in campionato, ora con 13 punti in più del Milan, aspettando oggi l'ora di pranzo per sapere quanti saranno domenica nel derby, che però varrà molto più per l'onore che per la classifica.

Finisce 2-0. Calhanoglu dopo Dimarco per fare tonda anche questa vittoria. Gol su rigore, pochi minuti dopo essere tornato dall'ennesimo infortunio. In contabilità anche la traversa di Mkhitaryan (sullo 0-0) e il palo di Luis Henrique, nella stessa azione in cui conquista anche il calcio di rigore (mano di un ingenuo Amorim). L'unica ombra della serata nerazzurra è l'infortunio di Bonny, al polpaccio destro. Da capire se è una botta o qualcosa di più serio. Di certo, non una grande notizia, contando che Lautaro ne avrà per almeno un altro paio di settimane, a essere ottimisti. Dumfries stavolta non è entrato.

Bodo è già dietro le spalle, non cancellata, non si può, ma superata. Dalla squadra come dal pubblico, che riempie San Siro anche stavolta e anche stavolta fa festa. Senza avvertire, De Rossi parte forte e nel primo quarto d'ora prova ad aggredire molto alto il gioco nerazzurro, uno contro uno a tutto campo. Sperava, forse, in una squadra ancora sotto choc. Ma nella comfort zone del campionato, l'Inter non si spaventa e col palleggio va oltre i ritmi sempre bassi della Serie A, anche quando sembrano alti. Se ne era accorto anche Fabregas quando è passato a San Siro (lato Inter), martedì vedremo se e cosa di diverso nel frattempo ha preparato, sennò si sa già come finirà.

In pochi minuti cambia il canovaccio tattico della partita, col Genoa che difende a 5 e un'altra linea di 4 subito davanti, due linee molto strette, che oggi chiamano blocco basso e che una volta facevano tanto pullman.

Peccato per Colombo, povero pendolo offensivo destinato a rimbalzare qua e là, quando invece sembra davvero maturato rispetto al recente passato. Ripresa senza storia, è troppo tardi. De Rossi cambia qualcosa, ma non è mai pericoloso. L'unico rischio per l'Inter nasce da un rinvio sbagliato di Akanji che finisce fortuitamente sul petto di Sommer.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica