L'Inter non perde il vizio. Altra rimonta subita tra rossi e polemiche

Milinkovic Savic risponde a Lautaro. Poi con l'uomo in più i nerazzurri fermati dal palo

Una partita folle, con tanti capitoli al suo interno, due gol e due espulsioni molto contestate. Una partita folle nella quale il cuore, il coraggio e l'orgoglio della Lazio - Inzaghi ha dovuto fare i conti con tre cambi forzati, l'inferiorità numerica per 17 minuti e lo svantaggio dopo un buon avvio di gara - hanno frenato un'Inter sempre comunque propensa a fare gioco.

Antonio Conte si dice soddisfatto del pareggio, d'altronde sette mesi e mezzo fa uscì dall'Olimpico senza punti e con lo scudetto più lontano. Nella maratona stagionale («giocheremo ogni tre giorni...», sottolinea il tecnico) anche fare un solo passettino avanti può essere importante. Certo, si riaffaccia quel trend del 2020, con i 20 punti persi dai nerazzurri in situazioni di vantaggio. E nel primo scontro diretto della stagione, alla sua Inter manca quella concretezza e quella maturità per ammazzare l'avversario incerottato con il rischio, in casi come questi, di un inciampo. Che poteva arrivare, vista la tigna della Lazio, in versione molto diversa da quella vista contro la Dea mercoledì scorso.

Ma Conte stavolta guarda il bicchiere mezzo pieno: poca estetica pure proclamata come mantra della stagione, molta abnegazione della squadra ben «telecomandata» dal tecnico - vedi Vidal, che si è abbassato molto in aiuto dei compagni - e giocatori (Barella in particolare ieri) che si dimostrano camaleontici nei ruoli in cui sono impiegati. «Questa partita ci fa capire che siamo sulla strada giusta, siamo dispiaciuti perchè avevamo assaporato i tre punti e abbiamo preso gol nel nostro momento migliore. In più c'è stata la clamorosa occasione del palo nel finale (sul tiro di Brozvic, la deviazione sul legno di Akpa Akpro, ndr). Ma il calcio è così...». La terza rete di fila di Lautaro Martinez, che aveva portato avanti i nerazzurri, consegna a Conte un'altra certezza. L'argentino, a un passo dal Barcellona ancora un mesetto fa, sembra essersi ricalato pienamente nella truppa nerazzurra. Con i tanti impegni, saranno possibili altre rotazioni con Sanchez (buono il suo impatto nel finale di gara). «Ma qualcuna toccherà pure a Lukaku, vedrete...», annuncia il tecnico.

Partita elettrica all'Olimpico, nel quale l'1-1 è la sintesi del rammarico reciproco. La Lazio, recuperato lo svantaggio con il volo di Milinkovic-Savic (tre gol all'Inter nelle ultime 4 sfide), avrebbe avuto bisogno di Immobile nell'ultima mezz'ora per tentare il colpaccio. E invece l'attaccante biancoceleste ha pagato con un rosso - parecchio contestato - il gesto di reazione su Vidal dopo un fallo del cileno. «Vidal è stato più furbo di lui, Ciro mi ha detto di essere stato provocato, peccato non lo avremo nemmeno per la prossima gara», così Simone Inzaghi. Il secondo rosso nel finale - con altre vivaci proteste - per l'interista Sensi, la cui gara è durata appena 19 minuti, è apparsa come una compensazione anche se la dinamica dell'azione è stata simile (colpetto a Patric, di fatto meno evidente della manata di Immobile, punito anche in questo caso il gesto più che l'intenzione violenta).

Lazio rinsavita e più ordinata dopo la scoppola contro l'Atalanta (e dopo la pausa avrà forze nuove da mettere in campo), Inter sicuramente non a tavoletta come i giocatori del Gasp. Che per ora sono davanti a entrambe.

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