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L'Italrugby si ferma sul più bello. Blackout in Galles

Niente record, 4 mete subite in 44' e reazione solo nel finale

L'Italrugby si ferma sul più bello. Blackout in Galles
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Ci avevamo creduto tutti. L'edizione dei record è rimandata. L'Italia si ferma a 2 vittorie e un pari, e il tris rimandato ha tanto il sapore di un'occasione persa. Sì perché dopo la vittoria con l'Inghilterra e con un Galles alle corde, l'idea era materializzata su un vassoio d'argento. Davanti al principe di Galles i dragoni hanno vinto con merito ma noi abbiamo regalato tanto. Gli azzurri sono apparsi spenti, incapaci di dare un senso alla loro partita come avevano fatto contro gli inglesi solo una settimana fa. La stanchezza c'entra ma non può essere l'unico alibi. Si sapeva che i "reds" di Tandy avevano mostrato di essere in crescita ma nessuno dopo l'Inghilterra poteva immaginare di ritrovare la vecchia faccia dell'Italia. E invece Cardiff ce la restituisce e forse ci fa pure bene per capire che nel rugby non si può mai dare nulla per acquisito. Forse da Cardiff la lezione è proprio questa.

Ai gallesi basta un tempo per decidere la sfida. Wainwright passa tra Nicotera e Niccolò Cannone, poi per ben due volte da rimessa laterale i gallesi passano ancora con il n. 8 e con Dewi Lake nel più classico dei carrettini. Regaliamo tanto: possesso, placcaggi mancati, occasioni. In apertura di ripresa la meta di Dan Edwards trasforma il Principality in una scalata impossibile. L'"ignoranza" di Di Bartolomeo muove il punteggio. Ma anche con l'uomo in più non riusciamo a passare. Ce lo impedisce Josh Adams su Menoncello e più in generale una difesa motivata e ordinata da parte dei padroni di casa. Gli occhi della tigre visti all'Olimpico sono spenti. Quelli di Ioane persi nel vuoto quando la moviola gli annulla una meta. Stesso destino giocato sui fotogrammi in un'altra occasione con Leonardo Marin.

Alla fine segna Allan, poi sul finale Garbisi, troppo tardi però per rimediare. Peccato perché rispetto alla storia scritta all'Olimpico, quella di Cardiff è una favola senza capo nè coda. Restano le immagini di un torneo che è tornato a entusiasmare gli italiani. Quattro sfide coraggiose e l'ultima buttata un po' alle ortiche che diventa il boccone amaro da mandare giù. La doccia gallese riporta gli azzurri con i piedi per terra.

E forse è un bene per dare un senso alla strada verso il mondiale. In estate ce la vedremo con All Blacks, Australia e Giappone. Per Quesada saranno prove tecniche di crescita. Tenendo però bene a mente che certe distrazioni sono fatali.

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