L'ombra del virus anche sulla Nazionale

El Sharaawy falso positivo. Chiellini: "Stop? No. Motivi economici e sociali"

Poteva essere la partita ideale per chiudere il cerchio. Da Atalanta-Valencia a San Siro, da molti vista come la causa di tanti contagi bergamaschi, a Italia-Olanda a Bergamo davanti a solo mille spettatori ma comunque sufficienti per far tornare a sperare, per far rivedere alla gente un po' di calcio. E invece no, proprio a Bergamo, proprio nella città più tormentata da questo virus, il calcio azzurro si riscopre in balia del Covid, del contagio che sfiora anche la Nazionale maggiore dopo aver decimato la Under 21.

Stephan El Shaarawy prima lievemente positivo, poi invece, in serata, negativo. Ultimo allenamento rispettando i distanziamenti come da protocollo: era quasi nell'aria che anche la Nazionale rischiasse di soccombere davanti a questo dilagare. D'altra parte adesso i più esposti sono proprio i giovani, e tra i giovani, inutile nasconderci dietro false illusioni, proprio chi fa sport. E chi lo fa ad alto livello come i calciatori, oltre tutto, deve aggiungere ai contatti fisici con gli avversari, i tanti viaggi, i confronti inevitabili con la gente, perché quando esci di casa c'è sempre chi si avvicina per chiederti l'autografo o darti una pacca sulla spalla.

Adesso anche la Nazionale, sfiorata dal caso El Shaarawy, ma se fosse scoppiata una mezza epidemia come nella Under? Come si sarebbe regolata l'Uefa? Dove si troverebbero le date per i recuperi? Ibra, Ronaldo, Genoa-Toro e Juve-Napoli, il derby di Milano mezzo in quarantena, la Under 21... E purtroppo siamo solo all'inizio della seconda ondata. In un ambiente, non dimentichiamoci, comunque sempre privilegiato, perché i calciatori fanno sei-sette tamponi a settimana mentre gli altri fanno code interminabili fuori dagli ambulatori.

Comunque stasera si gioca. Con l'Italia che ha a portata di mano la qualificazione alle final four della Nations league in forza soprattutto della vittoria di Amsterdam. Ci sarà Immobile, torna Chiellini, Mancini annuncia 4-5 cambi, ma onestamente sembra persino marginale parlare di formazioni e di tattiche. Però l'Olanda dirà se questa Italia di Mancini è veramente matura o se lo 0-0 di Danzica è un passo indietro. Gli olandesi si affidano al nuovo tecnico, l'ex interista Frank De Boer. Anche loro hanno una situazione epidemica pesantissima di cui è stato vittima persino l'interprete ufficiale della nazionale. «Già le partite sono tante, si potevano eliminare due amichevoli», la riflessione di Mancini, che ha aggiunto: «Chiunque può trovarsi positivo, anche i calciatori con bambini piccoli che vanno a scuola». Chiellini è realista: «Sono convinto che non ci si possa fermare per due motivi, il primo è quello economico, il secondo è sociale. Vera vittoria è finire campionato». Forse Bergamo si meritava un quadro un po' migliore.

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